Silvio Vs. Silvio

Un sincero democratico alla conquista del Maghreb

Oggi niente può influenzare le masse come la Tv. La stampa è lontanissima dal farlo”. È il semplice slogan che da anni ci aspettiamo sia fatto proprio dai leader dell’opposizione, o perlomeno da qualsiasi politico degno di tal nome, che si renda conto che l’Italia è considerata dal resto del mondo come un paese non completamente libero, con una limitata libertà di stampa. Ed invece è stato pronunciato da Silvio Berlusconi. Quasi a sfottere. Come se dovesse farsi anche l’opposizione da solo, che l’opposizione attuale non gli fa’ più nemmeno il solletico. Berlusconi ha spiegato con una frase breve e concisa il perché il suo ruolo di imprenditore è incompatibile con quello di qualsivoglia carica pubblica, a maggior ragione con quella di Presidente del Consiglio. Perlomeno in una democrazia. Ma tanto nessuno se n’è accorto.

Siamo a Tunisi, lo scorso 18 agosto. Berlusconi è ospite del programma di battesimo di Nessma Tv. Una Tv satellitare che copre tutto il Maghreb, ovvero Tunisia, Algeria, Marocco e Libia. Un bacino di utenza potenziale di 80 milioni di persone. Una fonte di denaro virtualmente illimitata. Una Tv di cui Mediaset è proprietaria al 50% insieme alla Quinta Communications, società di produzione di Tarak Ben Ammar, caro amico di Silvio, a sua volta partecipata da Fininvest e, attraverso la Lafitrade, dal Governo libico. Un intruglio difficile da districare che dovrebbe però far riflettere sulle politiche attuate dal governo italiano nei confronti del regime di Gheddafi. Ed ecco, a tal proposito, Berlusconi, che se fa’ un comizio a Varese sembra più leghista dei leghisti, promettere a 80 milioni di maghrebini che “aumenterà i canali d’ingresso legali agli immigrati” e che “garantirà loro casa, lavoro e istruzione e l’apertura di tutti nostri ospedali per le loro necessità”. Ed ancora affermare che “gli italiani sono un popolo di emigrati. Ciò ci dà il dovere di guardare a questa gente con una totale apertura di cuore. Un discorso che in Italia non si sente più nemmeno ai comizi di Rifondazione. Ma tanto nessuno se n’è accorto.

Durante l’intervista di 40 minuti, a Berlusconi viene data carta bianca. Parla per tutto il tempo che vuole e dice tutto ciò che vuole. E quando afferma di avere “una certa esperienza nel selezionare le ragazze per la Tv” i conduttori della Rete4 d’Africa applaudono ossequiosi insieme al pubblico. Uno addirittura si vanta di essere un bravo allievo in questa materia. Ed ecco allora una barzelletta sul Papa ed Obama, e le avancès alla bella conduttrice e il sorriso sornione rivolto a Ben Ammar quando un conduttore gli chiede cos’abbiano in comune. Ma ovviamente “la passione per l’altra metà del cielo”. Che sia chiaro anche al resto del mondo, Berlusconi se ne scopa una a sera, poco importa se da utilizzatore finale (e “inconsapevole”) di escort di lusso o da buon cattolico che crede nei valori della famiglia. Tanto nessuno se n’è accorto e se se n’è accorto approva.

Ad un certo punto i conduttori in smoking, che ben si guardano di tirare in ballo Noemi o Patrizia malgrado le continue battute a sfondo sessuale, sembrano volersi dare un tono più serio e chiedono a Berlusconi della crisi. Del resto il Cavaliere è uno degli 8 più potenti leader del mondo industrializzato (sick!), nonché un geniale imprenditore di successo. Ma la risposta è ovvia e quasi deludente, considerando che non siamo su RaiUno: in Italia la crisi non si sente perché “lo Stato dà a chi perde il lavoro l’80% del suo stipendio precedente”. Poi si passa ai rapporti tra Berlusconi ed i leader del Maghreb. Ed eccolo, uno dei leader del mondo libero, a lodare il presidente tunisino Zine el-Abidine Ben Alì e definirlo un “sincero democratico”, un caro amico presentatogli da quell’altro grande democratico di Bettino Craxi (probabilmente quando era fuggito in Tunisia per non finire in galera in Italia). Ben Alì, un sincero democratico al governo da vent’anni, denunciato più volte da Human Right Watch per abusi, torture e omicidi, che è allergico all’opposizione e quindi in pratica l’ha fatta sparire, ed, infatti, viene eletto sempre con percentuali ondeggianti tra il 94% e il 99% dei consensi. Un esempio di democrazia, dopo quello di Putin in Russia e di Gheddafi in Libia, a cui Berlusconi si sta evidentemente e dichiaratamente ispirando. Non ad Obama, su cui espresse alcuni dubbi di professionalità “dovuti alla sua scarsa esperienza”, salvo poi immediatamente ricredersi.

Ma tanto nessuno se n’è accorto. O quasi. Perché un blogger italiano (danielesensi.blogspot.com) ha captato il segnale tunisino e ha registrato l’imperdibile show di Berlusconi per poi caricarlo su Youtube. E quindi adesso, anche per chi non capisse il perfetto francese messo in mostra dal premier, sarà facile comprendere il reale, prorompente, significato delle sue parole. Nonché il reale, drammatico, peso del silenzio dell’opposizione.

GIUSEPPE PUTIGNANO

P.S. Riuscirà Berlusconi ad imporre i propri culi e le proprie tette anche nelle terre musulmane? O s’imbatterà in quel comunista di Maometto?

Written on Sabato 12 Settembre 2009 17:26 Ultima modifica Domenica 29 Maggio 2011 15:00