GIUSEPPE PUTIGNANO
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Rocco Palese, il cioè candidato
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Rocco Palese, il cioè candidato
Povero Rocco Palese. Dopo essere stato scartato, al provino da Governatore, da Berlusconi in persona (“per come parla e per come si presenta e perché ha la riga dei capelli dal lato sbagliato”) ed essere stato ripescato all’ultimo perché nessun’altro in Puglia ha voluto sporcarsi le mani, in una partita che sembra già persa in partenza. Dopo aver ammesso di essere stato vittima inconsapevole di una truffa, ai tempi dell’assessorato regionale al Bilancio, da parte della banca inglese Merryl Linch, perché, come egli stesso ha dichiarato, pur non capendoci un acca di inglese e di economia aveva firmato dei documenti, in inglese, che stipulavano delle obbligazioni (bond) rischiosissime e sconvenienti per la Regione. Eccolo capitolare nuovamente sotto le attente lenti di ingrandimento dei blogger dell’osservatorio online Quink (www.quink.it). Nel video linkato qui sotto, che sta spopolando in rete, si vede il candidato presidente della Regione del Pdl alle prese con un’intervista all’emittente locale Antenna Sud. Sulla carta niente di impegnativo, ma nella pratica una tragedia. Il candidato berlusconiano dimostra di non trovarsi particolarmente a proprio agio con la lingua italiana, soprattutto ora che non deve solo limitarsi a proferire brevi messaggi propagandistici affidati ai notiziari locali, come ha fatto per gli scorsi cinque anni da capogruppo dell’opposizione, ma dovrebbe essere capace di esporre il proprio programma politico e di governo. Palese invece riesce a collezionare un’enorme quantità di strafalcioni ed errori grammaticali nel giro di soli sei minuti, ma soprattutto riesce a pronunciare l’avverbio “cioè” per ben settanta volte! È evidente che “cioè”, pronunciato dal candidato senza le due vocali centrali (cioè “cè”), appare più come un tic verbale che come un intercalare voluto e dimostra una scarsa dimestichezza con la lingua parlata, o meglio con l’italiano. Del resto si sa che i nostri politici locali continuano ad utilizzare il dialetto anche in ambienti formali, prendete un comizio del nocese Enzo Notarnicola! È uno spasso e aggiungerei che non ci sarebbe niente di male a fare politica in dialetto, se poi però la lingua italiana fosse altrettanto ben maneggiata. Tornando a Palese, il finale dell’intervista sfiora i picchi di comicità di Checco Zalone: “…poi la gente è intelligente, saprà scegliere esattamente quella che sono i programmi e le persone più adegate…” e ancora “colgo l’occasione per fare un grande cioè augurio ai pugliesi”. L’aveva detto Silvio: “Non mi piace per come parla…”, ma i pidiellini pugliesi hanno voluto sfidare il giudizio divino e questo è il risultato. Godetevi il video.
Written on Giovedì 11 Febbraio 2010 16:32