Ad un passo dal baratro

La legge-bavaglio è passata al Senato. A breve sarà ridiscussa alla Camera e quindi definitivamente approvata. La libertà di stampa in Italia è compromessa. Quali e quanti altri passi saranno necessari per renderci conto che ci troviamo già in un regime intermedio tra la dittatura e la democrazia, con l’asticella che pende sempre di più verso l’autoritarismo?

Non c’è speranza che se ne accorgano le opposizioni, ridotte a mero simulacro di istituzione necessaria ad una corretta dialettica democratica. Non c’è da sperare neppure nell’opinione pubblica, mitridatizzata da una ventennale manipolazione mediatica della realtà e ormai composta da individui isolati e guidati dall’esclusivo interesse egoistico. Individui e non più cittadini, indifferenti a scandali e aberrazioni di ogni tipo e incapaci di reagire.

Stiamo precipitando inesorabilmente verso un baratro che anche in una prospettiva post-berlusconiana non lascia intravedere il fondo. Non culliamoci all’idea che non possa andare peggio di così. Non c’è limite al peggio. Possiamo solamente augurarci di essere ancora qui quando tempi e popoli più illuminati del nostro sapranno giudicare ed individuare i colpevoli dei mali della nostra epoca.

In attesa della controfirma del connivente presidente Napolitano che ne sancirà l’entrata in vigore, violiamo ancora una volta questa legge antidemocratica e anticostituzionale, pubblicando l’intercettazione telefonica tra Silvio Berlusconi e l’ex direttore di RaiFiction, Agostino Saccà, a cui l’allora capo dell’opposizione raccomandava alcune sue protette.

Per rivendicare il nostro diritto di informare ed essere informati. Per annunciare la nostra futura disobbedienza civile.

GIUSEPPE PUTIGNANO

Written on Venerdì 11 Giugno 2010 16:19