GIUSEPPE PUTIGNANO
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Lo strappo
Ci siamo. Berlusconi non ne può più di Fini e viceversa. Il modo in cui il presidente della Camera ha trattato il fido Bondi in una conferenza stampa (nel video), sotto gli occhi delle telecamere, è stata un’ulteriore goccia in un vaso già traboccato che attende solo il momento più propizio per rovesciarsi del tutto. Questo momento fatidico sarà, con tutta probabilità, il voto su un ddl intercettazioni - la legge-bavaglio - non modificato e quindi privo dei ritocchi richiesti da Fini e Napolitano (e dalla perennemente inascoltata società civile), che il Pdl imporrà al Parlamento prima delle vacanze estive. I finiani, per coerenza, non potranno che votare no e a quel punto Berlusconi, a cui in realtà questa legge sembra non importare troppo se non come pretesto per lo strappo, sbatterà l’intero gruppo di dissenzienti fuori dal partito. Fini compreso. Numeri alla mano, la maggioranza di Governo sarebbe a rischio (secondo i “retroscenisti” Fini avrebbe a disposizione circa 45 deputati e 15 senatori) e la prospettiva più probabile sarebbe quella di nuove elezioni nella prossima primavera, in cui Berlusconi, alleato ancora una volta con Bossi, si giocherebbe il tutto per tutto. Imponendo, in caso di vittoria, una riforma costituzionale che modelli la Carta sul profilo della sua persona, con tutte le conseguenze antidemocratiche del caso. Ma se questo Ventennio berlusconiano ci ha insegnato qualcosa, è che non dobbiamo mai sottovalutare le mosse del più astuto “venditore” della storia d’Italia. Se Berlusconi ha deciso di arrivare allo show down con Fini proprio adesso, dopo quasi due anni di tensioni e smarcamenti da parte dell’ex leader di An, vuol dire che avrà fatto bene i suoi calcoli. Forse Fini i numeri per far cadere il Governo non li ha, forse c’è già un accordo con l’Udc, con Casini e i suoi che andrebbero in blocco a prendere i posti dei ribelli interni al Pdl, forse basterebbe comprare la fiducia di qualche parlamentare del gruppo Misto per continuare ad avere una maggioranza. In ogni caso non si tratterà di niente di buono, anche perché un’alternativa a Berlusconi l’opposizione (l’opposizione?) non è in grado di offrirla, anzi neppure di immaginarla.
Written on Lunedì 05 Luglio 2010 16:14