Michelin: la Bibbia della ristorazione che snobba il Sud

La Michelin snobba il Sud. Le nuove Guide Ristoranti 2011, da poco uscite nelle librerie, ignorano e sottovalutano regioni e ristoranti meridionali, ad esclusione della Campania, a scapito dell’economia e del turismo di regioni per le quali si dovrebbe invece avere un occhio di riguardo, non essendo certo le più ricche e felici del Paese.

 

Ormai dallo scorso dicembre il primo cittadino nocese Piero Liuzzi, al corrente della discriminazione tra cucina centro-settentrionale e meridionale, ha lanciato un grido d’allarme denunciando la mancanza di attenzione da parte delle guide gastronomiche nei confronti del Sud. “Non si mangia bene da noi?” domanda rivolgendosi pubblicamente ai suoi colleghi e riuscendo a raccogliere, fino ad ora, 13 adesioni e sottoscrizioni. “Non sono meritevoli di apprezzamento gli sforzi che, da alcuni decenni, seri ristoratori pugliesi vanno compiendo per qualificare, identificare, coniugare col "terroir" la singolare cornucopia di ingredienti, di saperi e di delicate competenze espresse dalla nostra cultura del cibo?”

E spiega, continuando, chechiunque si rechi in libreria e abbia la possibilità di sfogliare qualcuno degli almanacchi in questione, si rende conto dell’esigua attenzione dedicata ai ristoranti che operano da Roma in giù”. Il Mezzogiorno turistico-ricettivo, secondo il primo cittadino, è presente nella catalogazione con appena 20 “stelle”; poche in confronto alle 260 che invece il manuale riserva ai locali del Centro Nord.

Quale motivazione dunque? La dislocazione geografica? Noci, o la Puglia intera, è rea di trovarsi, al pari delle altre località del Meridione, lontana dai think tank dell’editoria?

Qualcuno pensa che si tratti di esagerazioni e che “è importante uscire dal proprio guscio”. È il caso di Alfonso Iaccarino, chef di Don Alfonso 1890 (2 stelle Michelin) a Sant’Agata sui due Golfi.

I giudizi dei critici non sono in malafede” spiega.”Noi meridionali dobbiamo proporci meglio. È importante attirare l’attenzione; in una parola, comunicare. Ed anche farsi consigliare”. Giusta, dunque, la protesta di Liuzzi, se pur esagerata. Noci, d’altronde, è da tempo protagonista ed organizzatrice di manifestazioni enogastronomiche importanti come ricorda anche il cartello di benvenuto alle porte del paese: “città dell’enogastronomia”.

Riusciranno i sindaci della zona, insieme al Sig.Piero Liuzzi, a guardare alle sorti del territorio, di cui sono espressione per designazione popolare, con l’attenzione che meritano la valorizzazione delle attività e delle professionalità che ivi insistono?

DANIELA DELLA CORTE 

Written on Venerdì 14 Gennaio 2011 15:57 Ultima modifica Giovedì 19 Maggio 2011 16:05