Nei dettami della religione cristiana c’è la partecipazione alla Santa Messa. Si tratta di un rito molto serio, perciò, entrando in un luogo sacro, si è obbligati ad osservare e rispettare delle regole ben precise. La Messa è un rito di partecipazione e rinnovo.
Provate ad osservare, con occhio vigile, le varie fasi di questa cerimonia. Si giunge sul sagrato, lisciati e pettinati, indossando il vestito buono. Entrando in chiesa si cerca, subito, il posto vicino all’amico o all’amica per scambiare le ultime notizie. Alcuni uomini accompagnano le mogli fino al sagrato poi si dileguano per passeggiare; la messa, per loro, è un impegno femminile. Alcuni, prima di sedere, con movimento semicircolare della mano destra e baciandosi pollice e indice, ossequiano le statue dei Santi. Inizia la Messa ed entra ancora qualcuno; cerca di non fare rumore, gli occhi di molti lo puntano, altro scambio di notizie fra vicini. Improvvisamente uno strillo di bambino rompe il silenzio, la mamma cerca di calmarlo. Inizia il passaggio del cestino per le offerte; si riempie di monete, qualcuno, fingendo noncuranza, lascia cadere in modo evidente non la solita moneta, ma una banconota. Due devote signore, fra un “ …ascoltaci Signore “ ed un “Amen”, si scambiano, con dovizia di particolari, il menù domenicale, intanto, in altra fila, due signori disquisiscono sul vestito della giovane nella terza fila. C’è spazio anche per il gossip; qualcuno, intervallando con il segno della croce, sussurra al vicino gli sviluppi della storia fra un tal Carlo ed una certa Maria.
Questo malcostume potrebbe essere imputabile al poco rispetto del singolo per la religione ma, anche gli stessi sacerdoti non sempre riescono a comunicare con i loro fedeli. Il Sacerdote non opera da solo ma si avvale di laici che, oltre ad essere frequentatori abituali della Chiesa, si costituiscono in organismi come il Consiglio Pastorale, Azione Cattolica, associazioni, comitati ed altro, ed il Sacerdote, che resta sempre il responsabile degli stessi, nomina un suo vicario per ognuno di questi organismi.
Le Chiese, le Sinagoghe, le Moschee ed i Templi sono Luoghi Sacri e siamo obbligati a rispettarne le regole, come fedeli o come semplici visitatori. La nostra religione sembra essere troppo permissiva, in fatto di osservanza, se paragonata alla Musulmana all’Ebraica o alla Protestante.
Forse il Sacerdote, in alcuni momenti, dovrebbe vestire più i panni del laico che quelli del Ministro di Dio, perché spesso quei laici che orbitano attorno ad un Prete non sono tanto “osservanti”. Uno dei momenti è la scelta dei suoi Vicari perché, spesso, spinto da quella regola insita nel suo mandato che è il “perdono”, designa persone che, fuori dalla cerchia religiosa, non godono di buona reputazione.
Altro aspetto, non meno importante, è quello del dialogo con i fedeli; non sempre troviamo il prete che dialoga apertamente con i fedeli ascoltando e soppesando giustamente suggerimenti e valutazioni. Alcuni preti danno l’impressione di esercitare la loro vocazione come una sorta di lavoro d’ufficio rendendosi disponibili solo in determinate occasioni oppure in determinate ore del giorno.
Spesso la crisi vocazionale, la carenza di fede, la poca disponibilità, la poca apertura al dialogo e la superficiale valutazione delle persone portano alla scarsa frequentazione della pratica religiosa ed al lento e progressivo svuotamento delle Chiese.
Gli atteggiamenti salottieri e questi modi d’essere, in altri tempi, avrebbero sortito una seconda cacciata dal Tempio.
STEFANO VERDIANI