È ora che i vecchi tacciano

Quando la nostalgia interessata diventa un male sociale 

 

 

Passeggio spesso per il paese e passeggiando mi capita talvolta di scambiare qualche parola con le persone che incontro, per lo più, a certe ore, gli anziani che ammazzano il tempo sulle panchine. A volte mi fermo e ascolto tutti questi vecchi che mi parlano della loro storia, dei loro tempi, che non fanno altro che parlarmi (e qualcuno ne scrive pure, di continuo) di quant'era bello il paesello quando avevano la mia età e ora è tutto andato a puttane e io non posso capire. E poi mi danno i loro consigli…

Io non ce l’ho con nessuno, ma talvolta li ascolto e mi chiedo: ma dov'erano tutti quanti mentre qualcuno se lo comprava pezzo per pezzo il paese, per costruirci su case e brutti palazzi, per toglierci il verde da sotto il culo? Dov'erano negli ultimi cinquant’anni, dove stavano i partiti, i comunisti, i democristiani o i neofascisti? Io credo che non c’erano e se c’erano hanno lavorato tutti male, nessuno escluso. E se qualcuno vuole venire a dirmi il contrario, cominci col mostrarmi i luoghi, mi faccia vedere gli angoli incontaminati del paese, e allora io lo ascolterò senza obiettare.

Questo penso e intanto mi monta dentro la rabbia, perché sapete che c’è? C’è che gli angoli non me li mostrerà mai nessuno, perché non può. Una volta Angelo Sisto, imprenditore, in un incontro sul turismo ha detto che “il paese è così bello che non possono comunque rovinarlo!” Beh, io dico ad Angelo Sisto, col massimo rispetto, che ad oggi il paese è merda, così rovinato esteticamente che non potrà tornare bello nemmeno se ci si impegnasse tutti insieme per i prossimi vent’anni a buttare giù tutti i suoi palazzi. Non c’è un solo punto integro, e le uniche tracce di bellezza sono nel centro storico, peraltro pericolosamente a rischio e giù nella valle dove però, qualcuno dice, la strada nemmeno si vede.È vero, non si vede.

Ma i più scaltri di noi sanno perfettamente che basta mettere una volta sola le mani nel vaso della marmellata per volerci tornare, e io sono pronto a scommettere, quanto è vero che mi chiamo Antonio Lillo, che finita la strada sarà la volta della stazione di servizio, e dopo dell’area di sosta per i camper, e poi dell’alberghetto… Voi mi direte che è impossibile, che c’è un vincolo, e io vi rispondo che il vincolo c’è sempre stato, basta girarci intorno!

E sono qui a scriverlo, perché poi non si dica che nessuno parla o scrive queste cose: perché c’è sempre qualcuno che parla o denuncia, ma le denunce hanno il tempo che trovano quando la legge è debole e i vincoli si possono aggirare facilmente. Ecco cosa mi ha insegnato la storia! 

Vivo circondato dai palazzi, sono talmente affossato che la tv non prende, e talvolta mi chiedo, affacciandomi fuori, dal balcone, com’è stato possibile tanto scempio. Voglio dire, sarebbe bastato fare un piano regolatore. Possibile che non ci sia mai riuscito nessuno? 

Il mio amico Giangrazio ha una teoria, mi dice che è una questione di ambiente dove vivi e di cosa respiri, nel senso che se cresci in campagna fra i fiori respirerai fiori, se cresci in un cantiere respirerai cemento, e cosa puoi aspettarti da uno che respira cemento, che capisca la bellezza? Come minimo avrà un cuore fatto di cemento!

Ma Giangrazio, che secondo me ha capito tutto, già parla per sua figlia e per i suoi amici, a cui spetterà il cantiere e non il paese. Io invece non riesco a concepire quelli che sono cresciuti respirando fiori e pur capendola la bellezza (perché altrimenti non la rimpiangerebbero) si sono venduti tutto, tutto, pure l’anima. E peggio, adesso vengono a farci la morale, ad abbaiare in giro come cani mentre sono tutti colpevoli, indistintamente, perché se qualcuno intascava i soldi, qualcun altro stava zitto per convenienza o stupidità, per omertà mafiosa, statene certi! 

E ok, va bene, qualcuno può anche dirmi di essere rinsavito col tempo, ma il punto è: prima di farci la morale, perché non fate ammenda e non chiedete pubblicamente scusa per i vostri errori? O meglio ancora, visto che non siete capaci di chinare il capo, nemmeno in punto di morte, nemmeno di fronte all’evidenza di quel cantiere che è diventato il cimitero dove finirete, perché non ci fate il santo piacere e la finite adesso, ora, in questo preciso istante, di romperci le palle con tutte le vostre inutili storie passate o i vostri consigli interessati?


ANTONIO LILLO

Written on Mercoledì 23 Marzo 2011 11:40 Ultima modifica Lunedì 16 Maggio 2011 12:40