Giustizia / Mafia


Il disegno di legge sulle intercettazioni al varo del Parlamento potrebbe essere incostituzionale.

È il capoverso che regola l'entrata in vigore delle norme, la cosiddetta norma transitoria, che tante volte ha celato il trucco per incidere sui processi in corso, ad essere sospettata di illegittimità costituzionale.

Si legge nella parte di testo incriminato:

“Le disposizioni di modifica del codice di procedura penale non si applicano ai procedimenti pendenti alla data della sua entrata in vigore in relazione ai quali sia già stato emesso il decreto di autorizzazione allo svolgimento delle operazioni. In tal caso, le medesime, non possono ulteriormente proseguire per un tempo superiore al termine massimo di durata previsto”.

Quindi, in realtà, la legge si applica e le intercettazioni attive possono durare al massimo 75 giorni.

E' una norma che non reggerà il giudizio della Consulta, perché è manifesta la sua incostituzionalità: vìola il principio di ragionevolezza.

Il “Tempus regit actum” è una regola imprescindibile nel diritto: vengono applicate le norme processuali in vigore nel momento in cui l'atto è stato commesso. La dottrina è univoca: applicare norme contrastanti nello stesso processo crea solo confusione. Infatti, nel 1989 quando entrò in vigore il nuovo codice di procedura penale, le norme transitorie stabilirono che si sarebbe applicato solo ai nuovi processi. Invece, adesso, il contrasto sarà inevitabile: nello stesso processo, l'imputato A potrà subire ascolti per due anni, ma l'imputato B solo per 75 giorni, creando difficoltà anche ai giudici, che avranno più elementi di prova per uno e meno per l'altro.

«Un meccanismo assurdo e inaccettabile destinato a favorire i criminali». Parola di magistrati e poliziotti. C’è chi accusa il Guardasigilli Angelino Alfano «di aver abolito una legge importantissima voluta da Falcone».

Facciamo una breve premessa su quali saranno le nuove regole, a partire dalle norme oggi in vigore: in tema di “intercettazioni ambientali”, allo stato attuale, esse sono parificate alle intercettazioni foniche e sono consentite se ricorrono i "gravi indizi di reato", finché l'indagine lo richiede. Con un'eccezione: per i luoghi "di privata dimora" essa è possibile "se vi è fondato motivo di ritenere che ivi si stia svolgendo l'attività criminosa".

Cosa ha escogitato il governo? Nei "luoghi privati" sarà possibile piazzare la cimice per tre giorni solo se lì "si sta svolgendo l'attività criminosa". Per i “luoghi pubblici” i giorni saranno sempre tre, ma non ci vorrà il sospetto del delitto in corso. Per mafia e terrorismo microspie senza limiti.

Conviene partire dalla denuncia del senatore Li Gotti, che fu avvocato di Buscetta, Mannoia e Brusca, rilasciata al quotidiano “Repubblica”. Egli definisce il ddl «incredibile», soprattutto perché, in questo «sono stati in pochi ad accorgersene», il comma 36 della nuova legge, in tre righe, cancella un fondamentale articolo di un decreto legge voluto da Falcone nel maggio '91. Ecco quelle righe: "L'articolo 13 del decreto legge 13 maggio 1991 n.152 è abrogato". È l'articolo che stabilisce "modifiche alla disciplina delle intercettazioni, conversazioni o comunicazioni" e consente, "per i delitti di criminalità organizzata", di disporre intercettazioni o mettere microspie sulla base di "sufficienti indizi" e nei luoghi di "privata dimora" per il tempo necessario alle indagini. «Una rivoluzione» la definisce Li Gotti perché «per i delitti di criminalità organizzata anche non mafiosa, e quindi ogni associazione a delinquere per fare truffe, rapine, furti, estorsioni, riciclaggio, corruzioni, era possibile intercettare e mettere microspie nei luogo pubblici e in un domicilio senza limitazioni».


Ma che succede con la nuova legge? Innanzitutto, con un'altra riga al comma 27, passata anch'essa del tutto inosservata, il luogo "di privata dimora" diventa luogo "privato". Differenza fondamentale e destinata, come spiegano i giuristi, a "devastare le indagini", perché la "privata dimora" è in senso stretto, luogo in cui si abita, mentre il "luogo privato" può essere anche un bar o un ufficio o la propria auto. E poi dalla dizione ampia di "criminalità organizzata" vengono espunti quelli definiti reati "spia", tutti quelli che possono far scoprire un gruppo mafioso. Per questo Li Gotti accusa Alfano: "Parla sempre di lotta alla mafia, osa richiamarsi a Falcone, poi abolisce l'articolo che consentiva quella corsia semplificata".


«È una delle norme più controverse; è scritta in modo ambiguo e incomprensibile; pone un limite di tre giorni con richieste di proroga al tribunale collegiale del tutto inaccettabile; soprattutto esclude i reati spia». Questo è il giudizio del presidente dell'Anm, Luca Palamara, pm a Roma: «Se passa la norma sarà difficilissimo poter mettere microspie per via dei termini differenti e per la confusione che si creerà nel distinguere tra luogo pubblico e privato».

Altrettanto negativo il giudizio di Giuseppe Cascini, segretario del sindacato dei giudici e anche lui pm nella Capitale: «La distinzione tra luoghi differenti è una pura follia. Non si potrà più piazzare una cimice in un'auto, ci saranno problemi prima di metterla in un bar, e pure in un ufficio, a meno che questo non sia pubblico. Non parliamo poi della regola defatigante e macchinosa delle proroghe ogni tre giorni che renderanno inutilizzabile un mezzo investigativo fondamentale, soprattutto perché ogni volta bisognerà mandare gli atti al tribunale collegiale».

E ancora. Una volta pubblicata la legge sulla Gazzetta ufficiale, i pm non potranno più avere alcun contatto con la stampa, non potranno essere ripresi, neppure le loro immagini di repertorio potranno essere pubblicate, pena la loro sostituzione da parte del capo della Procura.

Non si potrà dare conto delle intercettazioni, né in versione integrale, né per riassunto.

Grazie ad un emendamento di Giulia Bongiorno “degli atti si potrà dare conto per riassunto”, calano le multe agli editori da 465mila a 300mila euro.

Si direbbe negli altri Stati…

…«Welcome to Berlusconia!».

PAOLO GASPARE CONFORTI DI LORENZO

Written on Sabato 19 Giugno 2010 13:17