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Laura Regano - Nel regno delle chimere. Il dono della vita oltre il dolore.

Le sue parole ci conducono per mano svelandoci quanto profonda sia la vita che gira intorno alle sterili diagnosi ospedaliere, cosa si nasconde dietro i volti di chi tenta di riprendersi il proprio corpo, la propria quotidianità.

 

Autore: Laura Regano

 

Editore: Stilo

Collana: Nuovelettere

Data pubblicazione: 2011

Nella lettura del “Il regno delle chimere”, che si creda o meno alle profezie di Nostradamus, il 1999 rappresenta un anno di irreversibile cambiamento.

Laura, protagonista e autrice del libro, a ventuno anni si ritrova a fare i conti con la sua fallibilità, con un trapianto che la porterà a intraprendere un percorso segnato da date, stagioni, luci e colori diversi. Il racconto inizia sfuggendo alle classiche mediazioni temporali, alla cronologica successione degli eventi e segue piuttosto gli umori di Laura e le sue esperienze. Le sue parole ci conducono per mano svelandoci quanto profonda sia la vita che gira intorno alle sterili diagnosi ospedaliere, cosa si nasconde dietro i volti di chi tenta di riprendersi il proprio corpo, la propria quotidianità.

Pagina dopo pagina si delineano piano i contorni di una donna che, seppur con fatica, non perde mai la voglia di fare, di vivere, di inseguire i propri sogni e che impara a convivere con il dolore come se esso fosse il ritmo necessario per imprimere ai passi la giusta cadenza, ai pensieri la giusta riflessione.

Ma io non lo sapevo cosa significasse essere donna, dovevo ancora pormi la domanda; ero una studentessa universitaria, questo lo sapevo bene cosa significasse, ma essere donna? Ed essere donna e trapiantata? Mi sembrava di non riuscire ad essere né l’una né l’altra, quando mi fermavo a un angolo di strada per rimettere.. ora non è più così, ma allora non lo sapevo” scrive Laura raccontandoci con semplicità disarmante di tutte le difficoltà incontrate sul cammino e di tutte le gioie, della profondità dei sentimenti, dell’amore che giorno dopo giorno la accompagna: l’amore per la sua famiglia, per i suoi amici, per il suo compagno.

La scrittura, in tutto ciò, ha un ruolo fondamentale: lungi dall’essere un modo come un altro per raccontare in fila la propria esperienza o peggio restare un esercizio catartico fine a se stesso, acquista forza e significato nel suo essere strumento di forza e di riflessione tanto per Laura, quanto per chiunque decida di immergersi nelle sue pagine. Le parole cedono raramente il passo allo sconforto, all’arresa descrizione del dolore, si fanno piuttosto carico della voglia di reagire, lasciano impresso dietro di loro il segno indelebile di chi lotta per qualcosa di prezioso tanto quanto inafferrabile. “Ci sono persone che sono abituate a vivere un’esistenza tranquilla senza scossoni, ma quella non era la mia vita, era una morsa alle caviglie: io ero abituata a correre dietro alle mie chimere.” Scopriamo presto però che quelle di Laura non saranno illusioni, non è la trafila di ospedali, farmaci e controlli a venir fuori dai racconti quanto piuttosto il suo percorso di riflessione, la sua maturata consapevolezza del valore della vita, dei sentimenti in un’inaspettata veste luminosa e incoraggiante.

Forse, a parte le mie paure, i controlli e i dolori, il trapianto ha più a che fare con la consapevolezza della mia vulnerabilità, in quanto mortale, che con l’intervento chirurgico in sé. Forse non c’è una vera spaccatura nella mia vita, prima e dopo il trapianto, c’è un gradino di consapevolezza della mia vulnerabilità e, nel momento in cui, consapevolmente, scelgo di mettermi in gioco, di vivere la vita che desidero, prendo coscienza della mia forza.” E cos’è il messaggio finale di Francesco, compagno di Laura, se non una prova della forza che lei stessa ha saputo comunicargli e trasmettergli pur nella sua precarietà? Una prova di coraggio, di sfida persino nei confronti di chi crede che la scrittura possa avere dei limiti nell’esprimere la profondità del vissuto, o per chi peggio s’illude che i desideri e le chimere vadano lasciate alle fiabe e non alla realtà.

DANIELA GENTILE

Written on Domenica 09 Ottobre 2011 09:55 Ultima modifica Domenica 09 Ottobre 2011 11:24