Alessandro Baricco - I barbari

Una trasformazione sociale sta sconvolgendo l’Occidente, un nuovo tipo di uomo sta nascendo.

Autore/i: Alessandro Baricco
Editore:
Fandango
Data di pubblicazione: 2006

I Barbari di Baricco è un saggio che raccoglie una serie di articoli usciti a puntate su Repubblica tra i mesi di maggio e ottobre del duemilasei.

Il fulcro e l’argomento de I Barbari è senza ombra di dubbio universale: una trasformazione sociale sta sconvolgendo l’Occidente, un nuovo tipo di uomo sta nascendo. Un uomo che Baricco identifica nella figura del Barbaro.
L’antefatto è che l’uomo contemporaneo sembra gradualmente distaccarsi dai valori etici ed esistenziali sbocciati all’interno della grande rivoluzione culturale dell’Umanesimo. Usando la metafora delle branchie come rappresentazione della mutazione genetica degli individui, Baricco identifica i parametri attraverso cui tale mutazione sta avvenendo. L’uomo odierno avrebbe sostituito la vecchia pratica di acquisizione della conoscenza con una più rapida, meno faticosa e, senza alcun dubbio, più approssimativa. Velocità e superficialità sono le coordinate entro cui ricondurre tale pratica: non più una ricerca certosina della verità, non più la stasi pensosa su concetti profondi. Oggi la risposta deve essere immediata – soffocando la riflessione entro tempi brevissimi – nonché superficiale. Lo sviluppo delle idee non è più verticale (verso il profondo, verso un barlume di verità) ma orizzontale, vale a dire capace di connettersi o estendersi sulla maggior superficie possibile della conoscenza. In modo intelligente Baricco identifica lo strumento che simboleggia questa pratica in Google, il motore di ricerca la cui peculiarità è il reperimento delle informazioni sulla base del numero di link ricevuti a non sull’attendibilità delle fonti. Ed ecco che la ricerca non è più realistica ma statistica.

L’aspetto sociologico del libro è senza ombra di dubbio degno di menzione poiché analizza questioni interessanti che investono la nostra epoca infatti egli stesso scrive che : "Il timore di essere sopraffatti e distrutti da orde barbariche è vecchio come la storia della civiltà. Immagini di desertificazione, di giardini saccheggiati da nomadi e di palazzi in sfacelo nei quali pascolano le greggi sono ricorrenti nella letteratura della decadenza dall'antichità fino ai giorni nostri".

Baricco all’interno del suo saggio ci porta a guardare la situazione che spesso ci travolge ciecamente, con occhi un po’ ironici ma pur sempre preoccupati e sconvolti e, come scrive lui stesso in apertura: “Dal resto del mondo ho perso contatto un sacco di tempo fa, e non è bello, ma è vero. Si fa un sacco di fatica a capire la propria zolla di terra, non resta molto per capire il resto del campo. Ma forse in ogni zolla, a saperla leggere, c'è il campo intero. Dovendo riassumere direi questo: tutti a sentire, nell'aria, un'incomprensibile apocalisse imminente; e, ovunque, questa voce che corre: stanno arrivando i barbari".

DANIELA GENTILE

Written on Martedì 08 Settembre 2009 15:07