Autore/i: Nadia Fusini
Editore: Mondadori
Collana: Scrittori italiani e stranieri
Data di pubblicazione: 2008

Lontanissima dallo stile saggistico che spesso ha caratterizzato i primi libri della Fusini, docente di Letteratura Inglese all’università
Pochi giri di parole, pochi virtuosismi tra i pensieri di questa donna che sembra quasi non rivelarsi mai del tutto pur mettendo per iscritto i suoi sentimenti più profondi con una semplicità e una sincerità a tratti quasi poco convincente.
Ma la chiave di tutto sta nell’Amore, nel “Dio Amore” come avrebbero detto gli antichi, che sembra fare da vero protagonista nel romanzo, sembra scavalcare persino la volontà stessa della scrittrice a cui non resta che narrare ciò che Amore ha voluto ed ha compiuto.
Ed è così naturale quindi ritrovarsi persi in descrizioni di quelle che sono le tante vie dell’amore stesso, diverse persone reazioni situazioni e perché no anche diversi modi di amare.
La protagonista ad esempio, pur dimostrandosi saggia, talvolta persino sicura abbastanza da dispensare consigli a coloro feriti dall’amore, si rivela debole essa stessa nelle sue vicissitudini, debole di fronte al ricordo dell’uomo che ama ancora, che sente ancora vicino pur essendosene allontanata.
Un monologo fitto che si riempie di ricordi e di figure struggenti, legate alla protagonista con il filo rosso di Amore e intrecciate a una storia intensa, fatta di abbandoni e legami impetuosi, fughe e paure, passioni delicate e relazioni drammatiche cui si cede senza riuscire a tracciare un limite e mantenerlo.
E in tutto questo la scrittura sembra essere la via di fuga, l’unica arma per far fronte all’Amore che avvolge travolge sconvolge ogni cosa, persino le poche certezze che si hanno di sé, della propria persona, dei propri affetti, dei propri ricordi e del loro valore che l’amore ha il potere di modificare.
“Salvare? Io salvare qualcuno? (…) ma la sua salvezza e la mia non dovrebbero essere la stessa cosa?” Scrive
Ed è il dubbio sul confine – semmai ne esista uno – che Amore traccia tra due persone a lasciare che una conclusione vera, netta, irrimediabile, non ci sia. Un invito, più che un romanzo, quello della scrittrice alla ricerca di qualcosa che solo vivendo, amando si può capire.
DANIELA GENTILE