Autore/i: Carlos Ruiz Zafòn
Editore: Mondadori
Traduzione a cura di: L. Sezzi
Data di pubblicazione: 200

Il romanzo “L'ombra del vento”, dello scrittore barcellonese Carlos Ruiz Zafón, è incentrato su di un mistero letterario ambientato nella Barcellona della prima metà del Novecento. Tutto ha inizio quando Daniel Sempere, il protagonista nonché voce narrante, si sveglia all'alba del suo undicesimo compleanno angosciato perché non riesce a ricordare il volto della madre morta anni addietro. Per distrarlo il padre, un libraio antiquario, lo porta in uno splendido luogo, il Cimitero dei libri dimenticati, una "gigantesca biblioteca dalle geometrie impossibili" nella quale i bibliofili della città raccolgono le opere altrimenti destinate a perdersi nell'oblio. Lì, secondo tradizione, il padre invita Daniel ad adottare uno dei libri e a promettere di averne cura per tutta la vita. La scelta di Daniel ricade su un volume intitolato proprio “L'ombra del vento” di un autore sconosciuto, Julián Carax. Il romanzo entusiasma Daniel e lo spinge a cercare altri libri dello scrittore. Scopre così che quella in suo possesso potrebbe essere l'unica copia sopravvissuta di tutte le opere di Carax perché da anni un uomo sfigurato dal fuoco che si presenta col nome di Laín Coubert, il personaggio del demonio nel romanzo di Julián, brucia sistematicamente i libri dello scrittore. Intrigato dal mistero che aleggia intorno all'autore, Daniel inizia un'indagine con il preziosissimo aiuto del vagabondo Fermìn Romeno de Torres, destinata a protrarsi dieci anni, durante i quali ricompone i frammenti di un'esistenza segnata da un'infanzia infelice, intricate vicende familiari, amori fatali, violenza e omicidi. La storia delle ricerche di Daniel si fonde con quella della sua educazione sentimentale, il suo amore non corrisposto per la cieca Clara Barceló e quello per Beatriz, la sorella del suo migliore amico, che sembra ricalcare il tormentato rapporto di Julián con Penelope che è all'origine di tutto il mistero. Ma la storia delle ricerche di Daniel si intreccia anche con la grande storia, con la guerra civile rappresentata nel testo attraverso la creazione di una Barcellona decadente e fosca. Il romanzo è soprattutto una celebrazione della lettura e della sua capacità di infondere vita alle cose e agli uomini: Daniel, con il suo amore autentico per il libro di Julián, dona nuova vita all'opera e al suo autore che, come si legge nel testo, "viveva nei suoi libri". Carax-Coubert cessa di distruggere i propri romanzi e di autodistruggersi quando si rende conto che l'ultimo esemplare esistente appartiene un ragazzino che nutre per lui e per la sua opera un interesse puro e sincero.
Il finale vola leggero e non toglie di dosso la sensazione che l'oblio non è mai a portata di mano, che il surrealismo dei ricordi torna sempre ad influenzare il ciclo delle esistenze.
Storie di amicizia profanata, epoche vicine ma lontane anni luce nell'era del boom innovativo della tecnologia, fanno di questo libro un baule senza fondo o un baule da illusionista. Rimane la sensazione che la trama investigativa sia solo una scusa per dipingere quadri di sensazioni, atmosfere da film anni quaranta. “L’ombra del vento” è un libro che parla di libri, di librerie, di scrittori ed editori, di falò e del potere delle parole, ma soprattutto di lettori.
DANIELA GENTILE