Autore/i: Alessandro Bericco
A cura di: Mario Ughi
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Data di pubblicazione: 2009

“Come abbiamo potuto non capire?”, si chiedono, nell’episodio biblico di Emmaus, i viandanti che incontrano un uomo mentre s’interrogano sulle voci della resurrezione di Cristo e poi lo invitano a cena, dove scoprono che è il Messia: dalla stessa domanda partono anche i protagonisti del nuovo libro di Baricco, Emmaus appunto. I quattro amici (l’io narrante, il Santo, Luca e Bobby) sono ragazzi di diciassette anni cresciuti tra scuola e parrocchia, volontariato e chitarre, con un’educazione cattolica e decisamente borghese che si ritrovano ad infrangere le loro pareti, a sconfinare in un mondo consapevoli di poter conoscere, capire, solo l’avvio delle cose, “mancando sempre il loro cuore”.
Il limite tra il capire e non capire, partecipare e non partecipare, vedere ed esser ciechi, conoscere e non riconoscere è così labile che le parole sfuggono tra le pagine e s’annidano in particolari, in dettagli che tratteggiano i protagonisti come attori e spettatori allo stesso tempo della loro vita.
Il filo comune, la linea che traccia e che spezza insieme i contorni dei quattro ragazzi è Andre, una ragazza bellissima, con un fascino seducente, che ha tentato il suicidio con sfrontata determinazione e che ora lascia che la vita le muoia ogni giorno e come lei tutti quelli di famiglie ricche e diverse, non normali. Questo quinto personaggio diverrà per i protagonisti l’unico motivo valido, sicuro, persino giusto di lasciarsi andare nella follia di un mondo che non ha la rigidità di nessun rito, che non ha spazio per la preghiera ma che allo stesso tempo ha il suono melodico e ipnotico di un salmo domenicale.
La storia si snoda e si scioglie in un lineare percorso di perdite e di silenzi che presenziano e descrivono la mutazione, il cammino dei ragazzi.
A restare è la voce dell’io narrante, quella senza nome, che si rende conto d’aver visto tutto, d’aver partecipato a tutto ma in maniera sfocata e poco nitida. Un po’ come i discepoli nel vangelo di Luca, “Camminiamo come discepoli ad Emmaus, ciechi, al fianco di amici e amori che non riconosciamo”. Ed è così che si giunge inevitabilmente alla resa delle forze, al cuore della faccenda che ha il sapore amaro di una consapevolezza. Il narratore, quando i suoi amici saranno ormai dispersi, sarà l’unico a tornare in parrocchia, l’unico ancora sulla strada, in cammino, ma radicalmente cambiato.
Risvolti di copertina bianchi per il nuovo libro di Baricco, quasi che le parole all’interno fossero sufficienti a descrivere parabole di vita difficilmente riassumibili o che, meglio, il vuoto bianco di una pagina fosse emblema di un silenzio interiore necessario per accogliere una storia che inaspettatamente parla di noi.
DANIELA GENTILE