Oltre il mare

Quando il troppo stroppia

La critica ci aveva parlato male del film già a poche ore dalla sua uscita. Per cui siamo andati a vederlo senza troppe aspettative. E per un pizzico di buon patriottismo. Con la certezza quasi di assistere ad uno di quei film – o almeno questo lasciava presagire il trailer – che vogliono descrivere uno spaccato di vita dei ventenni tra amori che finiscono e tradimenti. Ma quello cui abbiamo assistito è molto più di quanto ci si aspettava. C’erano i problemi di cuore e i tradimenti. Ma anche il problema degli italiani costretti ad emigrare all’estero per cercare lavoro. Il problema delle droghe. L’affermazione omosessuale. Il suicidio. La morte accidentale. E perché no, un concorso di cucina! C’è così tanta roba in questo film che è davvero complesso raccontare di cosa parla. Se pure si possa dire che, alla fine, parli di qualcosa. Le tirate morali restano sullo sfondo di singole scene poco credibili. La sceneggiatura risulta a tratti banale, a tratti addirittura surreale. Chi qualche volta è stato in campeggio, potrà testimoniare che quello che il film racconta è quanto di più lontano dalla realtà. Sesso, droghe, assoluta non curanza per chi resta a casa. La nostra generazione non è questo. E mentre siamo in viaggio, non arrivano di certo i nostri genitori a cucinare la pasta. O la ragazza di qualcuno per andarsene a cena con il suo innamorato. E il fatto che molti attori fossero principianti non ha permesso di recuperare le carenze oggettive della trama in interpretazione. Pensavamo di aver toccato il fondo con Federico Moccia. Ci sbagliavamo. Oltre il mare è stato in grado di superare anche il grande maestro della banalità adolescenziale all’italiana.

ALESSANDRA NEGLIA

Written on Mercoledì 05 Ottobre 2011 08:35