La sconosciuta

La solitudine e la violenza sono le vere protagoniste di questa pellicole dalla forte carica emozionale. Un capolavoro all’italiana, in cui nulla sembra superfluo.

Titolo originale: La sconosciuta

Nazione: Italia

Anno: 2006

Genere: Drammatico

Durata: 115’

Regia: Giuseppe Tornatore

Cast: Claudia Gerini, Michele Placido, Margherita Buy, Alessandro Haber, Piera Degli Esposti, Pierfrancesco Favino, Angela Molina, Clara Dossena, Ksenia Rappoport

Produzione: Medusa, Miramax

Giuseppe Tornatore torna con un thriller d’autore dai chiari rimandi hitchockiani, che descrive una realtà molto spesso ignorata con immagini fortemente suggestive, messe in risalto dalle splendide musiche di Ennio Morricone. Una Trieste inaspettata nasconde cupe ombre che emergono dal passato di Irena, ex prostituta di origine ucraina, la quale riesce con ogni mezzo ad entrare come badante in casa di una famiglia di orafi in crisi, gli Adacher. Qui conoscerà Tea, una bambina bellissima e incapace di reagire per difendersi e proteggersi. Irena, illusa di aver ritrovato la figlia avuta dall’unico uomo che lei abbia mai amato, insegna alla piccola a rispondere alla violenza con altra violenza, perché il porgere l’altra guancia è proprio soltanto di chi picchia per primo. La trama è intessuta di continui flashback del passato di Irena, che tormentano la protagonista come una spaventosa malattia. Perché il suo è un passato di prostituzione, sfruttamento, di negata maternità senza alcuna pretesa, da parte del regista, di denuncia sociale.

Filo conduttore della trama è la solitudine, accentuata dalla descrizione della vita senza alcuna via d’uscita dei vari personaggi, e la violenza, che permea per tutta la durata del film le coscienze dei protagonisti. Soltanto la speranza che emerge dall’intimo della protagonista sembra risollevare in qualche modo le sorti del dipinto di questo mondo completamente disincantato e fortemente realista.

Tornatore fa scorrere la trama imponendo allo spettatore di sospirare ad ogni sequenza, perché riesce a creare un forte coinvolgimento emotivo. Le emozioni dei personaggi sono abilmente trasmesse e nulla di ciò che viene presentato sembra inutile o superfluo. Il cast di attori si muove perfettamente a ritmo delle scene, intessendo una fitta rete di sentimenti per quella che è l’individualità di ogni singolo personaggio. Haber mette in scena tutto il suo maschiettismo per calarsi nella meschinità del suo portiere senza pietà. Placido, perfettamente calato nella deformità rivoltante di Muffa, resta congeniale al ruolo che riveste. La Gerini e Favino incarnano molto bene il ruolo dei genitori il cui rapporto risulta intaccato dalla velata tristezza di lei e dall’isterismo di lui. Inaspettatamente convincente anche il ruolo della Degli Esposti, soprattutto dopo l’attentato che ne capovolgerà il coinvolgimento intellettivo e la potenza drammatica. Ma esemplarmente irripetibile e suggestiva resta l’interpretazione della Rappoport.

La violenza cruda e spietata è pura, e risulta liberata dagli eccessi del dolore per meglio affascinare e coinvolgere.

La sconosciuta rimane un grande film d’autore, forte, estremamente emozionale, primo di eccessi e per questo sicuramente, come già in molti hanno detto, “vicino alla perfezione”.

ALESSANDRA NEGLIA

Written on Giovedì 23 Luglio 2009 16:07