Titolo originale: L’amico di famiglia
Nazione: Italia
Anno: 2006
Genere: Drammatico
Durata: 110’
Regia: Paolo Sorrentino
Cast: Giacomo Rizzo, Laura Chiatti, Fabrizio Bentivoglio, Gigi Angelillo, Emiliano De Marchi
Produzione: Fandango, Indigo Film, Babe Films, Medusa Film, SKY
Al suo terzo film, il regista napoletano Paolo Sorrentino spadroneggia la figura di un vecchio, brutto e sgraziato usuraio, Geremia De Geremei, sapientemente interpretato da Giacomo Rizzo. Egli vive in una casa buia con la madre paralizzata e pur avendo una sartoria, si guadagna da vivere per mezzo dei suoi affari loschi. Il suo rapporto con il denaro è morboso e ossessivo, tanto da farlo precipitare in un profondo senso di solitudine. Ma l’incontro con la bellissima Rosalba, risvegliandolo dalla turpitudine della sua esistenza, lo scuoterà non poco. Poi c’è Gino, l’amico al quale chiede consiglio prima di lanciarsi in un affare molto rischioso.
Sorrentino ha voluto in un certo senso guardare riluttante a questo senso morboso del possesso, tremendamente cinico, degenerato e proprio in questa esagerazione anche comico e per far ciò, il regista si è calato nella coscienza più profonda di quest’uomo e nella sua perversa psicologia. E se Sorrentino parte criticando un singolo uomo, non pone certamente i personaggi che gli girano intorno sotto una luce tanto più tenue: anch’essi paiono infatti pervasi dal male ma, a differenza di Geremia, riescono meglio a celare il marcio che li pervade, celandosi come vittime ignare, all’ombra del grande mostro.
Bisogna però dire che, trasportando il dramma su di un piano grottesco, il regista sembra quasi riderci su, banalizzando un problema che banale non lo è per niente, più che mai in Italia. Geniale nell’architettura delle immagini tende talvolta a perdere la coerenza e la profondità della trama.
ALESSANDRA NEGLIA