N io e Napoleone

Due animi tra loro opposti, destinati a non mutare mai. Un popolo disposto ad accettare e ad elogiare qualsiasi cosa. La satira sui giorni dell’esilio del grande Napoleone a Porto Ferraio.

Titolo originale: N io e Napoleone / N – Napoléon

Nazione: Italia, Francia

Anno: 2006

Genere: Drammatico

Durata: 100’

Regia: Paolo Virzì

Cast: Daniel Auteuil, Elio Germano, Monica Bellucci, Francesca Inaudi, Andrea Buscemi, Massimo Ceccherini, Sabrina Impacciatore, Valerio Mastandrea

“N”, celebre romanzo di Ernesto Ferrero che descrive quelli che furono i contatti tra l’imperatore decaduto e gli abitanti di Porto Ferraio nei giorni del suo esilio in Corsica, è abilmente rielaborato in chiave satirica nella commedia ottocentesca di Virzì. Protagonista è il giovane idealista Martino Papucci, che vede in Napoleone un nemico da abbattere. Divenuto suo scrivano e confidente, Martino si propone si assassinarlo, ma per cause controverse, non riesce mai a sventare il colpo. Napoleone e la sua corte vengono messi in ridicolo.

Daniel Auteil incarna un personaggio estremamente complesso, sospeso tra la nostalgia dell’infanzia, i sensi di colpa per il suo passato sanguinario e il permanere di un forte desiderio di rivincita dettato dalla sua vanità. La sua imponenza affascina anche Martino, che sembra quasi lasciarsi sedurre da tanta struttura emotiva, distogliendo l’attenzione da quello che era il suo proposito iniziale. La commedia è grottesca, intessuta di battute molto spesso pungenti e di intrecci amorosi che si sviluppano all’insegna di un dolente ma divertito sarcasmo, tuttavia manca qualcosa. Impeccabili l’inizio e il finale, descrizioni perfette di due animi tra loro opposti, destinati a non mutare mai. Di pari passo corre la critica sottile verso un popolo che tutto segue, tutto accetta e tutto elogia: il tiranno viene sull’isola per espiare le sue colpe, non per dominare e seminare morte, quindi poco importa al popolo della “colpa” che lo condanna a restare in quel posto, lontano dal potere che tanto brama. La falsa sconfitta nel finale è totale, per tutti: per Napoleone piegato dai suoi tormenti, per Martino costretto nel matrimonio con la sua servetta e nell’attività di mercante (di cui non gli era mai importato nulla), per Diamantina sua sorella che finisce col sposare un imbecille, e per il popolo umiliato dalla facilità di un sovrano ormai in decadenza. Falsa perché nelle ultimissime scene tutti, simpaticamente, si rivelano per quello che sono sempre stati e sempre saranno.

ALESSANDRA NEGLIA

Written on Giovedì 23 Luglio 2009 16:00