Nuovo allarme radiofrequenze

Un affare per pochi oppure nuova causa di cancro?

Siamo all’ennesimo grido d’allarme sul danno che possono provocare le radiofrequenze elettromagnetiche e, nello specifico, sui danni che possono derivare da quello che è diventato uno dei tanti status symbol della società: il cellulare. Fermo restando il pericolo dei telefonini, spesso si dimenticano altri fattori di rischio: cavi dell’alta tensione, torri di ferro per la ricetrasmissione, elettrodomestici (televisori, forni a microonde, sveglie, PC). Sono tutti produttori di radiazioni.

Un gruppo di trentaquattro esperti dell'Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro dell'Oms ha affermato che l’uso dei telefoni cellulari è "potenzialmente" cancerogeno per l'uomo, così come tutti i campi elettromagnetici di radiofrequenze. Le radiofrequenze da cellulare “potrebbero causare il cancro”.

Sono passati ben due decenni dalla comparsa dei primi telefoni cellulari, la tecnologia è in continua evoluzione ma il problema della pericolosità sull’uso dei cellulari persiste. E se l’OMS ha affermato, ancora una volta, che esistono dei rischi, una riflessione sarebbe bene cominciarla a fare.

In tutto questo periodico rimbalzare del segnale lanciato i produttori assicurano, ancora una volta, che finanzieranno studi indipendenti, rilevando che la classificazione fissa il rischio al livello tre su una scala di cinque.

La classificazione di rischio non sembra lasciare tranquilli perché, a leggere bene il dato, il rischio è del 60% e sicuramente non da valutare con leggerezza.

Comunque, un dato reale e provato esiste, nel campo neurologico alcuni dati evidenziano che alcune di queste radiazioni possono produrre effetti biologici a lungo termine sui viventi interagendo con il DNA delle cellule, mentre altre, effetti sul cristallino e sulle gonadi maschili.

A questo punto far prevalere il buon senso, evitando gli abusi, resta l’unica soluzione.

Il buon senso suggerisce semplici accorgimenti e qualche considerazione: usare il cellulare se strettamente necessario e in modo responsabile evitando le lunghe conversazioni, perché potenzialmente dannose; l’antenna del cellulare, dato abbastanza consolidato, eccita le cellule nervose e, alla presenza di qualche cellula potenzialmente cancerogena, ne accelererebbe il processo degenerativo; maggiore accortezza per i giovani, nella quale la produzione di cellule è più rapida e l’indice di rischio aumenta; usare il telefono quanto più possibile lontano dall'orecchio, adoperando il sistema Bluetooth, l'auricolare o il vivavoce.

Il telefonino emette radiazioni non ionizzanti, che non producono la rottura di molecole, meno rischiose di quelle ionizzanti prodotte da una radiografia. Le radiofrequenze del cellulare possono favorire una reazione degenerativa alla base della demenza di Alzheimer.

Il progresso è una moneta: da un lato vediamo tecnologia e comodità, dall’altro buon senso e prevenzione. In quel secondo lato c’è qualcosa che troppo spesso è trascurato, anche inconsciamente, un bene prezioso: la nostra salute.

STEFANO VERDIANI

Written on Domenica 05 Giugno 2011 14:08