I danni provocati sono molto pericolosi: alcuni studiosi hanno associato ad un’esposizione prolungata nel tempo l’aumento di insorgenza di tumori al cervello. Fra i giovani, inoltre, molto comune è l’infiammazione dei nervi delle dita, provocata dalla velocità con cui scrivono sulle minitastiere. Molto grave è pure l’abitudine di alcuni automobilisti che, durante la guida, non utilizzano auricolari e dispositivi vivavoce, causando spesso incidenti mortali.
Con l’avvento del telefonino le cartoline e le lettere sono quasi scomparse e, al loro posto, sono subentrati “micromessaggi per microcefali”, commenta Annibaldis. La lingua italiana ha subito profondi cambiamenti e le abbreviazioni degli sms hanno battuto i congiuntivi e la ricchezza lessicale. Effettivamente l’assenza di questo strumento eliminerebbe numerosi fastidi: le conferenze ed i film non sarebbero interrotti dal susseguirsi di suonerie diverse o dai seccanti display illuminati, non ci sarebbero idiote pubblicità televisive e agli scocciatori si risulterebbe irrintracciabili.
Tuttavia, non bisogna trascurare l’utilità che lo strumento offre. Certamente con un semplice squillo si evitano affanni e contrattempi e tante sono le opportunità che procura: infatti è molto comodo ricevere un sms al mattino con le previsioni meteorologiche o le ultime novità dal mondo. Puoi disporre di una rubrica enorme sempre con te e non devi cercare per ore una cabina telefonica, con conseguente risparmio di tempo prezioso.
Ma, conclude Annibaldis, il telefonino ci ha indotto ad un accumulo esagitato di comunicazione e, quando quest’ultima è così eccessiva, effimera e volatile, si riduce praticamente ad una comunicazione nulla. Non più voci, bensì solo rumori.
MANUELA MASTRANGELO