La droga tra i giovani: riflessioni e interrogativi

Le canne sempre al top. La cocaina sempre più apprezzata. L’ecstasy in declino. L’eroina roba da reduci. L’acquisto? Dal pusher di fiducia o più comodamente, da qualche negozio on line (per le droghe sintetiche).

Si comincia da sbarbatelli: ragazzi tra i 15 e i 17 anni il 27%. Merito dei prezzi: da 6 € / gr. a 90 € / gr circa. In Italia nel 2006 ci sono stati 517 decessi relazionati alla droga, (dato in costante decrescita dal 1996) e 68mila reati (includendo il possesso di stupefacenti). L’Italia è uno snodo fondamentale del traffico internazionale. La cocaina viene dalla Colombia, l’eroina dall’Afghanistan, l’hashish è prodotto in Marocco, la marijuana proviene dall’Albania e le droghe sintetiche importate dall’Olanda.

“Ogni ora un giovane muore in Europa per un’overdose.” Non è l’indice di borsa, ma il bollettino di guerra che vede come protagonisti i nostri giovani, la futura generazione che prenderà nelle proprie mani le sorti del Paese. Sniffare in Italia è quasi nella norma. Fenomeno molto radicato fra i giovani, ma le nuove generazioni non sono le sole a fare uso di sostanze stupefacenti. Va di moda l’acquisto online, con la maggior parte di siti “di settore” con sede in Olanda e Inghilterra, ma anche in Austria e Germania. L’offerta è svariata: cannabis, funghetti allucinogeni, ecstasy ed oppiacei. I dati in Europa, pubblicati dallo studio dell’Osservatorio europeo sulle droghe, parlano di una larga diffusione delle canne. Alto il consumo di cannabis fra adolescenti e giovani: fra i 15 e i 34 anni i giovani europei che ne fanno uso rappresentano il 31% con 3,5 milioni di giovanissimi tra i 15 e i 16 anni che hanno già provato (22,1% del totale).

In Italia il consumo è in costante aumento, dal 2004 e quest′anno ha toccato il massimo storico. Ad oggi il 5,5% dei giovani (15-34 anni) ha tirato percentuali cinque volte superiori a quella del 1992 e un terzo rispetto al 2004. Il consumo è concentrato tra i giovani, in Italia il 3,2%. Tra i giovanissimi, ovvero tra i 15 e i 24 anni, in media negli ultimi 12 mesi hanno assunto coca il 3,3%, ed il 40% degli eroinomani continua ad usare le siringhe, alimentando il rischio di diffusione dell’Aids.

In Italia la droga costa allo Stato 6,4 miliardi di euro l′anno. Il 43% è impiegato in repressione, il 27% in servizi sociali ed il resto in perdita di produttività da parte dei tossicomani. Quasi 4 miliardi sono spesi ogni anno per comprare droghe. Sulla base di questi dati si può dire che la droga in Italia costa lo 0,7% del Prodotto Interno Lordo.

Spesso sono colpevoli i genitori, con la frenesia di correre costantemente per realizzare quel qualcosa che dia tranquillità per il futuro ma trascuriamo, in modo particolare, la famiglia ed i figli. Si cerca sempre di dare tutto ai figli sperando che stiano bene e non abbiano problemi, ma non consideriamo che hanno bisogno anche del dialogo. Dialogare con loro pone nella condizione di capire se hanno problemi, se stanno attraversando periodi particolari, se sono alla ricerca di qualcosa in cui credere, se i loro genitori siano i veri modelli di vita da imitare. Nelle famiglie che nascono dovrebbe essere un compito prioritario quello di porsi il problema su come affrontare la questione della droga con i figli che nasceranno. Il mestiere di genitore lo si impara giorno per giorno, da soli, e senza manuale; di conseguenza, prima conosci meglio agisci. Ultimamente ci si è abituati troppo ad ascoltare i bollettini di guerra del lunedì che parlano di incidenti stradali mortali che vedono protagonisti i giovani e non si pensa che la colpa di tutto ciò potrebbe essere anche nostra. Auto veloci, guida incosciente, denaro facile, divertimento costante, nuove emozioni, mancanza di ideali, ricerca dello sballo a tutti i costi, questi sono i traguardi da raggiungere! Avere tutto nel più breve tempo possibile.

I genitori, primi educatori, dovrebbero agire facendo capire ai figli che la vita è preziosa, ma occorrono equilibrio e sacrificio per costruire un futuro tranquillo; il divertimento deve esserci ma con giudizio ed intelligenza. Se non è possibile realizzare certe cose nell’immediato, bisogna costruirle giorno per giorno marciando a piccoli passi. In questo “modus operandi” dovrebbero inserire anche momenti di dialogo sui pericoli che sono costantemente presenti fuori dall’ambito familiare facendo capire che l’assunzione di sostanze pericolose è qualcosa che gratifica psicologicamente ma distrugge fisicamente.

La prevenzione nelle famiglie è caratterizzata da tre tipi di attività: assistenza reciproca, incontri e formazione. Queste iniziative mirano a promuovere l'istruzione e la funzione di prevenzione della famiglia, creando in tal modo la possibilità di migliorare la comunicazione al suo interno e l'individuazione precoce dei fattori di rischio per l'uso delle sostanze. Reciproca assistenza familiare è effettuata dal settore del volontariato, dal sistema sanitario nazionale e dal settore privato. Progetti che comprendono incontri volti a famiglie sono realizzate principalmente attraverso le scuole, le associazioni e il settore del volontariato.

Drogarsi

Il tossicodipendente utilizza droghe per “sentirsi meglio”. Questo perché inizialmente c'è l'illusione di "risolvere" qualche condizione indesiderata. Stati emotivi come collera, apatia, noia, insicurezza possono essere "risolti" con una droga. Si può avere l'illusione che tramite una droga si sia più “capaci”. In realtà qualsiasi droga restituisce, quando l'effetto viene meno, un disagio; in realtà nel tempo la droga rende meno capaci, essa non risolve il problema di base, ma divora le energie naturali della persona. Andando avanti con l'assunzione l'organismo si abitua a tali sostanze. A questo punto, per sentire gli effetti desiderati, bisogna aumentarne la quantità.

Le droghe provocano una dipendenza fisica e mentale tale che, alla fine, bisogna prenderne per evitare i terribili sintomi di astinenza; chi ha cominciato a drogarsi ne aumenta gradualmente la quantità.

Intrappolarsi

Qualunque fosse il problema che aveva cercato di risolvere, svanisce dalla memoria; tutto ciò a cui si riesce a pensare è la droga e come procurarsela. Si perde la capacità di controllarne l'uso e semplicemente si rifiuta di prendere in considerazione le tragiche conseguenze delle proprie azioni. Il tossicodipendente cerca di alleviare i sensi di colpa attribuendo le sue responsabilità ad altri e si giustifica dicendo frasi come "io smetto quando voglio", "non sono come gli altri", "ce l'hanno tutti con me".

La droga opera un vero e proprio cambiamento nella personalità dell'individuo che perde i propri valori, la sua capacità di comunicare e di risolvere i problemi in un inesorabile degrado fisico.

Baby alcolisti

Un mondo ancora tutto da scoprire, una realtà che appare già come una vera emergenza, sono i fatti di cronaca che vedono protagonisti i giovanissimi. Emergono sempre di più casi di baby alcolisti e di bullismo, un fenomeno ancora semisommerso.

I dati sono allarmanti: in Italia l’età del primo contatto con l’alcool è la più bassa; un ragazzo su cinque, tra gli 11 e i 15 anni, è un consumatore a rischio. I ragazzini non bevono vino, ma birra, fuori pasto, e, soprattutto, nei fine settimana. Difficile stabilire i contorni dell’aumento del consumo dell’alcool, fenomeno meno conosciuto del bullismo, ma che già impegna i medici, che spiegano i danni di oggi e di domani, fisici e psicologici, che ne derivano. Intanto i giovanissimi continuano a bere in gruppo, a ritrovarsi fino a notte nei posti di ritrovo alla moda e qualche volta ci scappa la rissa. Nemici della prevenzione e della soluzione dei problemi degli adolescenti sono la scarsa informazione, la difficoltà dei giovani a comunicare disagi e difficoltà, la reticenza, forse la paura dei genitori ad ammettere i pericoli che corrono i figli.

Nelle interviste dei media i genitori danno risposte di facciata, ma i problemi restano irrisolti.

STEFANO VERDIANI

Written on Venerdì 11 Febbraio 2011 16:15