Doppio furto agli allevatori pugliesi

Il decreto mille proroghe sottrae fondi destinati alla garanzia e al miglioramento della qualità

Il tanto discusso decreto mille proroghe è stato approvato dal Senato – come tutti sanno - qualche giorno fa. A farne le spese, tra gli altri saranno gli allevatori pugliesi. Esso infatti sottrae i fondi relativi alla sicurezza alimentare del Made in Italy e azzera quelli destinati al miglioramento genetico ed ai controlli funzionali. Quest’ultimo provvedimento, oltre a colpire l’attività zootecnica, avrà ricadute occupazionali su quasi 4000 addetti al settore. Questo “scippo” comporterà – come ha spiegato il Ministro Galan - atri impegni da parte delle Regioni, che dovranno sottrarre fondi al trasporto locale o ai servizi sociali per “tappare” la falla.

Fino allo scorso anno lo Stato investiva 65 milioni di euro nella promozione della sicurezza alimentare, nel miglioramento genetico e nella competitività quindi del settore zootecnico. “Non si può azzerare con un blitz improvviso un Sistema Allevatori che funziona e che finora ci ha protetto da rischi come quello della mozzarella blu” ha affermato Pietro Salcuni, presidente dell’Associazione Regionale Allevatori (Ara) di Puglia. “È assurdo pensare di risparmiare mettendo a rischio la sanità alimentare che, sia ben chiaro, inizia nelle stalle e non nei supermercati”.

Mediamente, ogni anno, il laboratorio regionale dell’Ara Puglia esamina 330.000 campioni di latte provenienti dagli allevamenti, altri 22.000 che arrivano dai caseifici e altri 3.600 dai mangimifici quale garanzia per salute dei consumatori. Come potremo garantire la qualità del Made in Puglia se il Governo non fa marcia indietro?” afferma Giovanni Cappiello, direttore regionale Ara.

Anche l’Assessore all’Agricoltura della Lombardia, De Capitani, ha dovuto denunciare la soluzione governativa come “irricevibile” e “grottesca, laddove prospetta un ulteriore taglio alle già scarse risorse trasferite alle regioni per far spazio ai contributi destinati alle associazioni allevatori per assolvere funzioni trasferite con il titolo V”. Non protestano invece i parlamentari e i consiglieri pugliesi del Pdl.

Spero che il mondo politico abbia ben chiaro cosa rischia il sistema Italia se gli allevatori saranno privati di queste risorse, necessarie per garantire al consumatore i livelli qualitativi e gli standard di sicurezza alimentare che oggi possiamo offrire a tutta la società. Chi ha scelto di cancellare le risorse per il sistema allevatori è consapevole del fatto che, dalla sera alla mattina, non potremo più garantire un’attività che la Cassazione stessa ha definito di rilevante interesse pubblico?” ha aggiunto Nino Andena, presidente dell’Associazione italiana Allevatori.

Si tratta dell’ennesimo vergognoso scippo perpetrato ai danni del Mezzogiorno. Un vero e proprio crimine nei confronti non solo degli allevatori, ma anche degli agricoltori e degli alluvionati della Puglia e della Campania. “Invece di dimettersi, il Governo, sempre più lontano dal Paese reale, continua a porre la fiducia su provvedimenti indifendibili che spaccano in due l’Italia mettendo a serio rischio la tenuta democratica del paese” ha dichiarato il Presidente della regione Puglia nichi Vendola a Bruxelles. Conclude attaccando una politica che continua a sottrarre risorse al Sud Italia, reindirizzandole verso le già ricche regioni settentrionali.

ALESSANDRA NEGLIA

Written on Venerdì 04 Marzo 2011 11:46