Nichi Vendola è pronto. È soltanto questione di giorni, mesi o qualche anno. Tutto è pronto. C'è l'idea, c'è la grinta, c'è Sinistra Ecologia e Libertà, il partito. Ma sopratutto c'è un popolo. Il popolo di Nichi e di SEL. Una marea di gente come raramente si vede in Italia. Il popolo di Sinistra Ecologia e Libertà è costruito attorno all'idea di riappropiarsi di una cultura prima che di un semplice posizionamento politico. È una battaglia culturale, appunto.E ieri si è palesato questo.
A Roma, presso il Teatro Tendastrisce nel quartiere Prenestino, Nichi Vendola per Sinistra Ecologia e Libertà ha lanciato il manifesto programmatico per costruire l'Italia migliore in un'ora e mezzo di comizio appassionato e vivo; vibrante. La scaletta è un optional per lui. Per Nichi che legge il tratto di ogni suo accento fra gli sguardi del suo popolo.
E così il vento di Puglia sembra soffiare forte. Soffia e gonfia le vele di questa importante frazione di popolo italiano che desidera ricostruire una sinistra vera; una sinistra che non cede al liberismo e che rimette al centro delle proprie questioni l'esigenza di costruire un'Europa fondata sul welfare e sui diritti contro le lobby. Un'Europa che deve considerare il Mediterraneo come "campo d'azione" fondamentale per includere Paesi come i Balcani, la Turchia, Israele e la Palestina. Un'Europa che non stia a guardare e che perda timori e timidezze. Nichi parla di questo a Roma.
Rivolgendosi a Bersani domanda se questo sogno può solo essere definito e recluso nei recinti della "favola e della poesia" o se il ruolo della sinistra è appunto ritornare a guardare all'Europa traducendo i moti rivoluzionari per la democrazia che stanno scuotendo Egitto, Libia e altri paesi.
Nel programma presentato: ecologia, agricoltura biologica, riforma del welfare e attenzione alle giovani generazioni. Lo ripete. Le giovani generazioni sono un punto fondamentale. Anche per il partito. Anche in Sinistra Ecologia e Libertà.
Nichi cita Franco Battiato e attorno al verbo "avere cura" costruisce il suo orizzonte che è sempre più condiviso e di vitale importanza per arginare la deriva berlusconista del Paese.Deciso appunta Berlusconi: "Altro che liberale, sei un bigotto!" - "Se avessi un figlio gay chissà quante sofferenze gli provocheresti? Vai a parlare dai cattolici per farti perdonare il bunga-bunga, ma dov'è Gesù che scaccia i mercanti dal Tempio?". Ecco l’ennesima contraddizione dell'Imperatore, sviscerata con spirito analitico e critico.
Riguardo al nome della Bindi e alla larga coalizione il Presidente della Regione Puglia chiarisce:
"Le primarie non sono un capriccio ma sono forma e sostanza di una nuova stagione". Poi continua: "La crisi che abbiamo davanti non è solo economica, ma è una crisi di democrazia nel presente e una crisi sociale che esploderà". La risposta è appunto una sinistra che non corteggi più il liberismo, "perché il liberismo non è la medicina, ma è la malattia".
Nichi continua spiegando che "non sarebbe pensabile un governo di legislatura che abbia dentro Sel e anche Andrea Ronchi, che da ministro firmò il decreto sulla privatizzazione dell'acqua". Una soluzione del genere, conclude, può avere l'orizzonte limitato di cambiare la legge elettorale o fare una legge sul conflitto d'interessi, ma "sarebbe strategicamente e tatticamente perdente". Non c'è spazio quindi per Mario Monti o per Luca di Montezemolo, la sinistra è altro.
Uno scossone che dovrebbe far riflettere i vertici del Partito Democratico.
Cambiare la legge elettorale e fare la legge contro il conflitto di interessi. Poi: primarie ed elezioni. Ognuno con la sua parte. Solo su questo è possibile discutere. Il leader di Sinistra Ecologia e Libertà non è disposto a fare un passo indietro, cosciente del fatto che il partito ha una sua direzione netta che si esprime in Nichi Vendola ma che non termina con lui. È questa ora la grande sfida di SEL: preparare una classe dirigente che possa, un domani, continuare il lavoro avviato da Vendola. La posta in gioco non è per niente riduttiva: mantenere in vita il Cantiere per l'Italia migliore.
Nichi non è solo un politico. È prima un uomo. E nella sua capacità di connettersi alle difficoltà, ai dolori e ai sogni di tutti risiede la sua forza. Non un prodotto mediatico. Ma il risultato di una crescita nella scuola della buona politica del Partito Comunista Italiano di Berlinguer, di Rifondazione Comunista con Fausto Bertinotti, della vicinanza e l'apertura ai movimenti e alla società civile, con l'Arcigay, con Libera, con Don Tonino Bello. E tanto tanto altro.
Il vento soffia e scuote l'Italia, il PD e il berlusconismo. "Io voglio essere curioso degli altri. Voglio prestare a voi la mia voce e insieme raccontare l'Italia che vogliamo". Così si presenta Nichi. Ed ora si può andare solo avanti.
VITO BALLARINO