Pare che a dare il “la” sia stata la discussione sul primo dei punti che dovevano essere discussi, quello relativo ai Contratti di Quartiere. Nello specifico, quando il vicesindaco Stanislao Morea, ha iniziato a rispondere alle domande poste dai consiglieri di minoranza, Piero Liuzzi avrebbe iniziato ad inveire contro le telecamere di TeleTrullo presenti in aula (come sempre). Il motivo che giustificherebbe la reazione del Sindaco sta nel fatto che il servizio sarebbe pagato dall’opposizione e che, proprio per questo, tenda a tagliare deliberatamente alcune parti del consiglio comunale.
Morale della storia: ne è scaturito un violento scontro verbale, uno spettacolo a dir poco indecente, conclusosi con il ritiro della maggioranza dall’aula e la sospensione dei lavori. Ancora una volta i cittadini non hanno ricevuto le risposte attese da ottobre 2011. E questa stavolta le scuse avanzate da Liuzzi sono i “mezzi di comunicazione prezzolati” e la mancata “trasparenza nell’informazione”. Ora, pur concordando con la giusta osservazione mossa da Gianni Tinelli su Noci24.it, relativa al diritto che il mezzo televisivo ha di tagliare alcune parti del girato data la lunghezza dei consigli, e lungi dal voler imbastire un discorso su quanto sia corretto che un politico paghi un mezzo di comunicazione per rendere un servizio che dovrebbe essere libero da qualsiasi vincolo, ci preme affrontare un altro discorso. Forse più grave. E cioè il fatto che ancora una volta l’Amministrazione ha mancato a quello che è il suo dovere istituzionale: governare la città. Né il Sindaco, né gli assessori o i consigliere sono stati eletti e vengono retribuiti per comparire in Tv o sui giornali. Sospendere una seduta consigliare e rimandare ancora una volta discussioni di importanza primaria, rifiutarsi di rispondere alle interrogazioni che i consiglieri eletti pongono per dar voce alle richieste dei cittadini adducendo una simile scusa non è solo politicamente scorretto, ma moralmente inaccettabile.
Se è trasparenza nella comunicazione che Liuzzi vuole, cominci col pubblicare online – come previsto dalla legge – gli atti delle delibere e delle determine comunali e col dotarsi di un ufficio stampa riconosciuto e riconoscibile che diffonda notizie relative all’attività amministrativa del comune. E faccia ai suoi elettori il favore di presentarsi in aula con la sua Giunta a rispondere del suo ruolo e delle suoi atti. Perché questo è il suo dovere istituzionale. Con o senza Tv. Con o senza giornali. Non ci sono scuse che tengano.
ALESSANDRA NEGLIA