Per l’appunto, Mario Monti è membro permanente della Trilateral Commission (Commissione Trilaterale),”think tank” istituito dal “magnate” David Rockefeller, presidente della Chase Manhattan Bank e da Henry Kissinger. Ironia della sorte (premeditata), la prima ricerca della fondazione, avviata nel 1973, ha come titolo “La Crisi della Democrazia”, determinata dalla “crescente tendenza di larga parte della popolazione delle società industriali di voler partecipare maggiormente alle gestione della cosa pubblica.” (titolo paradossale, tanto per rimanere in tema e soprattutto per quanto si è appena affermato).
In aggiunta, l’estensore della prima relazione auspicò di tornare quanto prima ai tempi in cui “Truman (Ndr. Harry, Presidente degli Stati Uniti d’America dal 1945 al 1953) poteva governare con l’ausilio di un numero relativamente ridotto di giuristi e banchieri di Wall Street”. Affermarono dunque che tale “eccesso di democrazia” doveva essere controllato, occorreva allora più moderazione, era necessario quindi riportare la gente all’apatia e alla passività. Affermarono di essere turbati e di voler richiamare le istituzioni responsabili dell’indottrinamento. Si riferivano alle scuole, ai funzionari, ai media, alle chiese che anziché indottrinare stavano diventando troppo indipendenti e “pensanti”, troppo attivi. Avrebbero dovuto agire per invertire appunto il suddetto “eccesso di democrazia”.
Ci sono stati da allora sforzi notevoli per riportare gli individui alla marginalità, e questo tentativo ha assunto molte forme. Una di esse è la “minimizzazione” dello Stato in chiave neoliberista (si veda l’appunto “soggettivo” finale). Specifico che le citazioni riportate hanno come fonte il libro di Noam Chomsky “Sulla nostra pelle” (pagg. 95-195), che riprende le dichiarazioni di Harvard Samuel Huntington, docente di scienze politiche.
Altre ombre su Monti hanno origine dalla sua partecipazione al Gruppo Bildeberg, un incontro annuale per inviti, non ufficiale, di circa 130 partecipanti, la maggior parte dei quali personalità influenti in campo economico, politico e bancario. I partecipanti trattano una grande varietà di temi globali, economici, militari e politici, ovvero questioni direttamente rilevanti per i nostri interessi e diritti. Tale meeting è assolutamente inaccessibile ai media e al pubblico in genere.
Alla luce di tali informazioni, credo che ogni cittadino/lettore consapevole debba avere a cuore la trasparenza dei propri governanti e pretendere da loro non la promessa, ma bensì la certezza inequivocabile che il loro operato sia privo di ogni soggezione a organizzazioni elitarie di mero interesse privato e unicamente finalizzato al soddisfacimento dell’interesse pubblico. Ecco perché i legittimi dubbi non possono e non devono essere riversati nell’odioso e screditante calderone del “complottismo”.
In ultimo, prendo in prestito un assunto dell’articolo di Paolo Conforti Gaspare Di Lorenzo per fare una considerazione : “È mai possibile che si abbia più paura di potentissimi soggetti operanti nella finanza internazionale e non del potere impenetrabile e fosco del Vaticano?”
Personalmente ritengo che la critica consapevole di ogni cittadino non debba essere assoggettata a simili “gerarchie” (mi si conceda il termine). Ogni potenziale ingerenza o minaccia alla libertà, ogni trama oscura, indipendentemente dalla sua provenienza, deve essere affrontata da ogni cittadino con la medesima attenzione e con la stessa profusione di energia. Ribadisco, ogni potere impenetrabile e non assoggettato al preventivo consenso dei cittadini deve essere sempre soggetto a critica consapevole, al fine di essere analizzato e privato del velo che lo copre, a prescindere che sia espressione diretta o mediata del Vaticano, di Silvio Berlusconi o dei potentati finanziari. Questa è la democrazia nella sua accezione più nobile.
Passo, e concludo quindi ad opinioni strettamente soggettive e suscettibili di ogni tipo di critica.
Personalmente non apprezzo il Prof. Monti per la sua pregnante aderenza al Modello economico Neo-Liberista, reo, dati alla mano, di aver plasmato un mondo di sfruttamento indiscriminato di risorse, di tagli al welfare, di interessi nazionali trasfigurati in interessi dei pochi, di privatizzazioni sfrenate, di delocalizzazioni che conducono a salari erosi sull'altare della competitività a convenienza e di democrazia capitalista (la figlia storpia e reale della "democrazia sulla carta").
Detto questo, da Italiano spero che l’attività di Governo del Prof. Monti sia prevalentemente incentrata sulla “salvaguardia” del bene comune, cercando di porre briglie alla finanza speculativa come tra l’altro auspicato da un recentissimo articolo di “Wall Street Italia”. Tuttavia, a mio modesto parere, allo stato dei fatti, sarebbe ingenuo affidarsi a tale speranza: le manovre di austerity che ci attendono hanno il precipuo scopo di gettare un ancora di salvataggio alle banche piene zeppe di titoli di stato tossici (quando si dice, i potenziali “conflitti d’interesse”…).
Penso che chiunque voglia compiere un'indagine produttiva sui cambiamenti che hanno interessato il nostro paese in questi ultimi giorni non possa non farsi alcune domande su tali conseguenze che di questi tempi sono finalmente emerse da un oceano di sabbie mobili.
Lascio ora lo spazio rubato a chiunque voglia controbattere, o semplicemente porre osservazioni, invitandoVi, come credo abbiate fatto, a non prendere per oro colato queste argomentazioni e opinioni che restano meramente soggettive (a parte l’oggettività dei dati riscontrabili in ogni fonte affidabile).
g.n.
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