Non bastava lo scandalo delle mazzette ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile), che vede coinvolti, per delle presunte irregolarità nelle concessioni di appalti, uomini molto vicini a D’Alema e allo stesso Bersani , come Franco Pronzato arrestato nei giorni scorsi e uomo di fiducia del segretario Pd, tanto da essere stato, negli anni novanta, consulente quando ricopriva l’incarico di ministro dei Trasporti. Ma non basta: Pronzato è anche responsabile per il trasporto aereo del Pd. Enorme il conflitto d’interesse.
Se l’inchiesta ENAC non è bastata a far tremare la nomenclatura democratica, l’accusa di corruzione, concussione e finanziamento illecito ai partiti, rivolta al capo della segreteria politica di Bersani, sta creando un terremoto di proporzioni inimmaginabili. L’inchiesta parte dal proprietario delle aree Falck, Giuseppe Pasini. Secondo l’accusa, tra il 2001 e il 2010 sono circolate mazzette per pilotare il rilascio di concessioni o per riscrivere il documento che regola l’urbanistica del comune di Sesto San Giovanni (la Stalingrado d’Italia), di cui Penati è stato sindaco dal 1994 al 2001. Per la procura di Monza, che indaga sulla vicenda, Filippo Penati si sarebbe fatto pagare, grazie alla costituzione di società intestate a prestanome ai quali sarebbero stati versati i pagamenti, tangenti che ammonterebbero a 4 miliardi di lire in 9 anni.
Nonostante le dimissioni dal Consiglio regionale della Lombardia e da tutte le cariche che ricopre nel Pd e nonostante la lettera del segretario Bersani, inviata al Corriere della Sera, la questione morale sta soffocando il maggior partito di “opposizione”. Emblematico il caso del Senatore Tedesco, su cui pende una richiesta di arresto, portato in Parlamento grazie al beneplacito di Massimo D’Alema e salvato anche da gran parte dei senatori Pd, durante la votazione sulla richiesta della magistratura a procedere all’arresto.
Era il 28 luglio del 1981 e il segretario del Partito Comunista Italiano, Enrico Berlinguer, rilasciava a Eugenio Scalafari, l’intervista che fece tremare il palazzo della politica, parlò di questione morale e di sobrietà; mai nessuno aveva osato tanto: “I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela” , lo diceva undici anni prima di Tangentopoli e di tutti gli scandali che da allora si sono susseguiti.
Le parole di Berlinguer oggi ci sembrano profetiche, ma quel che più stupisce è vedere come molti di coloro che in quel partito si sono formati politicamente e moralmente, si pensi ai vari D’Alema, Fassino, Bersani, Chiamparino, Penati eccetera, abbiano deciso non solo di cambiare rotta verso il compromesso morale, ma soprattutto di rinnegare il compagno moralizzatore Berlinguer, per riesumare la figura del “compagno” condannato, nonché fuggitivo, Bettino Craxi o come direbbe Marco Travaglio: Bottino Craxi. Questa è stata ed è la metamorfosi del PDS-DS-PD.
Sarà molto difficile d’ora in avanti, polemizzare e battere il Pdl sul terreno dell’etica pubblica, la tanto osannata superiorità morale non incanta più. Dalla legalità non si può prescindere se si aspira a governare un Paese come l’Italia, che di pulizia e legalità ha bisogno come l’aria.
Il tanto rimpianto Presidente Pertini affermava: “La politica va fatta con le mani pulite”, forse è arrivato il momento che qualcuno a sinistra rispolveri certe parole che, dopo quasi un ventennio di oscurantismo berlusconiano, sembrano blasfeme e sovversive.
Troppi errori sono stati commessi negli ultimi anni, troppi inciuci e troppe corresponsabilità. Quando cadrà il regime di mister B., tutti coloro che gli sono stati complementari lo seguiranno a ruota lasciando un enorme vuoto istituzionale. Chissà se sarà ancora una Tangentopoli a spazzare via questa classe politica, corrotta e criminale.
Ma nell’attesa di giorni migliori, possiamo affermare che dopo trent’anni: questione morale addio!
ANTONELLO TINELLI