A parte lo scongiurato rischio nucleare e la salvaguardia dell’acqua pubblica (risultati di certo non irrilevanti), ci sono due spunti di riflessione essenziali scaturiti dall’esito del voto referendario del 12 e 13 giugno 2011. Il primo riguarda squisitamente l’attualità politica, il secondo ricade in maniera determinante in valutazioni di tipo socio-politico.
La politica
Innanzi tutto, il raggiungimento del quorum e la vittoria, che un tempo si sarebbe definita “bulgara”, dei Sì sono il segnale definitivo dello scollamento tra la maggioranza di governo, incarnata nel suo factotum Berlusconi, e quel popolo sovrano a cui tante volte il Premier ha fatto riferimento come unica fonte di legittimazione.
Sono state bocciate – quindi abrogate – quattro leggi dirimenti di quelle che sono le idee e i convincimenti profondi dell’attuale classe dirigente del centrodestra italiano. Bocciate le loro spregiudicate idee sull’ambiente, bocciato il loro desiderio di liberalizzazione a tutti i costi, bocciata la loro idea di giustizia secondo cui la legge è uguale per tutti, ma ci sono cittadini più uguali degli altri.
E proprio il pronunciamento sul legittimo impedimento – il più temuto da Berlusconi fin dal principio – è la novità più significativa, a livello politico, di questo voto. Gli italiani, per la prima volta, hanno potuto esprimersi direttamente sulla liceità di una legge ad personam. Hanno votato Sì in 25.736.273. Un elettorato talmente vasto da non essere riferibile ad alcun partito o coalizione. Quindi si può dire, senza esitazioni, che anche molti elettori del Pdl hanno votato contro questa legge.
Un messaggio chiaro e senza precedenti. Un invito a Berlusconi a smettere per sempre di pensare ai propri guai personali e fare quello per cui è stato votato: governane. O altrimenti farsi da parte. Per sempre.
La società
Più rilevante si rivelerà invece, alla lunga, una seconda considerazione. Il quorum è stato raggiunto (non succedeva da 16 anni), nonostante il quasi totale oscuramento televisivo – disposto dal Capo – sui temi della consultazione. A parte le solite eccezioni (Annozero, Ballarò, etc.), il servizio pubblico radiotelevisivo ha applicato una vera e propria censura di rete sul referendum, imponendo anche pantomime grottesche ai meteorologi che hanno invitato gli italiani ad andare al mare nel weekend, nonostante il diffuso maltempo.
È la vittoria delle nuove tecnologie. La prima con conseguenze politiche effettive, se si esclude l’exploit del Movimento 5 Stelle in alcune elezioni locali. È la prova che Facebook, Twitter, i forum on-line, le mailing list, etc. hanno un potere di influenza decisivo e devastante sull’opinione pubblica. Hanno ravvivato lo spirito civico, mettendo in comune e confrontando le varie istanze di cambiamento provenienti da tutti gli angoli della penisola. Hanno dimostrato che per manipolare l’opinione pubblica, non basta più possedere e/o controllare tutti i principali canali televisivi.
Un’ulteriore prova che il berlusconismo è sulla via del declino. Sconfitto di fatto dalle circostanze, ma ancora pericoloso per gli imprevedibili colpi di coda del Caimano morente.
I nostri comuni
Nei comuni di riferimento di TND Magazine, i dati rispecchiano grosso modo il trend nazionale. Con un’affluenza media tra il 50% e il 60% e una netta prevalenza dei Sì. Unica eccezione Monopoli, dove il teorico quorum cittadino non è stato raggiunto per pochi voti (affluenza ferma al 49,50%). Notevole invece il dato di Cisternino (59,43%) e Conversano (59,12%). Un’affluenza che si avvicina più alla media piemontese che a quella pugliese.

GIUSEPPE PUTIGNANO
Ore 13:10 - COMITATO REFERENDARIO LOCOROTONDO PER I SI
Vogliamo esprimere la nostra soddisfazione per il grande risultato raggiunto.
Non è bastato il boicottaggio voluto e messo in atto dal governo, dal Presidente del Consiglio e dalla gran parte del sistema massmediale ad esso collegato, per bloccare la grande voglia di partecipazione e di cambiamento espressa dal voto delle donne e degli uomini d’Italia. Ha vinto la democrazia, il buon senso, il desiderio di riappropriarsi della possibilità di decidere su temi importanti e vitali per ognuno di noi, per il paese, per le generazioni che verranno. Ha vinto, finalmente, la sovranità popolare. Un grande segnale di civiltà e di sana democrazia che speriamo venga colto dall’intera classe politica.
Anche Locorotondo, con una percentuale di votanti che ha sfiorato il 55%, ha manifestato il proprio senso civico e la volontà di non delegare a pochi la decisione ultima sui beni comuni e la costruzione del proprio futuro.
Il voto del 12 e 13 giugno dice in modo chiaro ed inequivocabile che la maggioranza assoluta degli italiani è a favore della difesa dell’acqua come bene comune e contro la sua privatizzazione, a favore delle fonti di energia alternative e contro il nucleare, a favore del principio costituzionale della legge uguale per tutti e contro i privilegi concessi a pochi o a una casta.
Questa è la vittoria dei Comitati che sin dalla fase della raccolta firme per il referendum, sono riusciti a coinvolgere tanti giovani e meno giovani nel lavoro di informazione capillare e del passa-parola che ha sconfitto il silenzio, l’oscuramento della notizia, la contropropaganda dei media. Questi referendum sono nati dal basso e si sono vinti dal basso.
Ringraziamo tutti i locorotondesi che con grande senso di responsabilità si sono recati alle urne, a dispetto di chi invitava a disertarle.
Infine, ringraziamo di cuore quanti hanno aderito al Comitato e con noi sono stati impegnati in questa difficile quanto sentita campagna referendaria. Grazie a tutte e a tutti.
Ore 15:30 - COMITATO PER IL SI E GIOVANI DEMOCRATICI MONOPOLI. Un risultato positivo, un nuovo punto di partenza
Fabrizio Pisani. «Per quanto riguarda i risultati a livello nazionale non possiamo che essere davvero contenti come comitato del fatto che si sia raggiunto il quorum e che si sia vinto in una maniera così netta. Per quanto riguarda la nostra città, seppure non abbiamo raggiunto il quorum ( anche se a Monopoli Città il quorum è stato raggiunto, abbiamo perso punti nelle contrade purtroppo, dove obiettivamente abbiamo lavorato molto di meno ) ci siamo resi conto che questa è una esperienza necessariamente da ripetere! Ci sono problematiche in questa città che non si possono risolvere se non con un gruppo di persone che si siedono intorno ad un tavolo ed iniziano a discutere, annullando le differenze e dirigendosi verso una direzione comune. Non sono frasi fatte, abbiamo potuto constatare che le cose così funzionano! Io considero il nostro un risultato davvero positivo, è la mia prima esperienza in questo campo e posso ritenermi soddisfatto di quello che sono riuscito a dare e quello che sono riuscito ad imparare, di quello che siamo riusciti a fare come comitato. Sappiamo bene che città difficile è Monopoli, ma io penso che questo possa essere quel punto di partenza che serve alla città di Monopoli per riscattarsi e far vedere quanto vale».
Giorgio Penna. «Purtroppo c’è la delusione di non esser riusciti a raggiungere il quorum a Monopoli, d’altra parte abbiamo superato le aspettative prefissate e come mia prima esperienza posso dare certamente un giudizio positivo. A livello nazionale, sono più che soddisfatto come la Sardegna ed in generale tutta l’Italia ha avuto un riscontro ottimo vista la percentuale di vittoria del “si”. Adesso spero che il dibattito sull’energia faccia ancora discutere e si diriga su quelle rinnovabili, cercando di creare fondi e incentivi che sono stati eliminati».
Giacomo Ferrarese. «Un grande risultato. L'Italia è più pulita non soltanto per l'energia, l'acqua e la giustizia ma nei suoi valori più profondi. Ora urge decidere il destino futuro. Fare un piano energetico serio che metta al centro le energie rinnovabili, costruire una gestione efficiente della rete idrica pugliese e nazionale pubblica, una giustizia equa per tutti senza cittadini di serie A e cittadini di serie B. Noi ci siamo e siamo pronti alla sfida di governo su questi temi avendo già presentato proposte in Parlamento e in consiglio regionale. Come Pd e Gd esultiamo per il risultato raggiunto e non rinunciamo al desiderio reale di cambiare l'Italia a partire da questi temi con il contributo di tutti».
Silvia Russo. «E’ una grande vittoria. Dopo sedici anni si è tornati a superare il quorum. Ha vinto il Sì e soprattutto la partecipazione degli italiani alle urne. Una forte mobilitazione dal basso a conferma di uno straordinario risveglio civico e di un cambiamento culturale. Anche i monopolitani non sono mancati a questo importante appuntamento. Per la seconda volta in 25 anni gli italiani hanno fatto una scelta netta, dicendo no ad una tecnologia troppo costosa e pericolosa di cui il nostro paese può e deve fare a meno. Ora l’Italia deve darsi un nuovo piano energetico puntando fortemente sulle energie rinnovabili, sull’innovazione e la ricerca dell’ efficienza energetica. Per quanto riguarda il quesito referendario sull’acqua, invece, è necessaria adesso una riforma del servizio idrico integrato per tutelare un prezioso bene comune e garantire una efficiente gestione del servizio».