L’esodo ha preso il via. Il Sud è il forno e il Nord la tavola da pranzo. La fabbrica dei cervelli ha cominciato ad esportare pacchi interi di ingegnoso senso del dovere. Il Meridione perde, il Settentrione vince. Da sempre. La differenza è che ora la deliziosa tentazione di scappar via di casa si manifesta ancor prima dell’Università.
Prendiamo i singoli casi: la Puglia nel 2010-11 conta 6.425 immatricolazioni in meno rispetto al 2009-10, la Calabria 5.380 in meno, la Campania 4.411, la Sicilia 2.718, la Basilicata 2.455, la Sardegna 1.193, il Molise 483. La Puglia è la regione che soffre di più. Sono 7.551 i giovani pugliesi che trovano alloggio e una seggiola all’università.
E i laureandi? Quali sono le loro prospettive? Dopo un sondaggio, si è giunti ad un risultato spaventoso: il 50,9% dei ragazzi di età compresa tra i 25 e 34 anni vogliono andare all’estero e la maggior parte di loro ci riesce perché negli altri paesi - europei e non - in tempo di crisi economica si investe nella cultura, nella ricerca, in controtendenza a ciò che avviene in Italia. Qui il Governo Berlusconi taglia sulla scuola, sulle borse di studio, sulla ricerca e sulla cultura. E il Paese resta un botteghino per lo spettacolo televisivo, una prigione senza finestre per lo sviluppo tecnologico e scientifico.
Le università perdono iscritti. Questo ha come diretta conseguenza l’accorpamento e la scomparse dei poli più piccoli e periferici. Di contro la disoccupazione giovanile è in continuo aumento. Nel primo mese del 2011, il tasso di presenza di giovani senza un lavoro è arrivato al 29%, mai così alto.
Quali provvedimenti sta adottando il Governo? A cosa punta la politica italiana invece di trovare soluzioni ai problemi reali? Ad una modifica costituzionale. Semplicemente per dire che “tutto ciò che non è vietato è libero”. Il Paese intanto è in continuo affanno. E tira avanti perché, nonostante tutto, c’è chi continua a lavorare.
DAVIDE MONTANARO