Acomeandromeda: ieri, 24 gennaio, alle ore 11.00, la presentazione del disco Occhio comanda colori presso la libreria Laterza, a Bari. Per rompere il ghiaccio, alla presenza di curiosi e amici dei componenti la band, la riproduzione del video trailer relativo al lancio del disco, già noto sul web: un breve estratto di passi di danza e musica quale degna anticipazione di un incontro fitto di spunti, domande e rivelazioni. La parola a Michele Casella, critico musicale e giornalista: partendo dalla considerazione che il disco è, a suo parere, il risultato di una commistione fra rock classico e musica statunitense degli anni ’70 – ’80, ne ha evidenziati i pregi: primo fra tutti, l’attenzione per la scrittura, raffinata al punto che i testi delle canzoni sembrano veri e propri poemetti, immersi in un universo musicale in cui momenti di estrema riflessione cedono il posto a momenti di esplosione sonora, e viceversa. Questa una delle innumerevoli particolarità che ha attirato l’attenzione di Lino Aulenti, critico cinematografico che ha voluto sottolineare l’aspetto testuale di Occhio comanda colori, a cominciare dal nome del gruppo. Ispirato al romanzo di fantascienza A for Andromeda, scritto nel 1962 da Fred Hoyle con la collaborazione di John Elliot, e dallo sceneggiato televisivo trasmesso in cinque puntate nel 1972, basato sull’omonimo romanzo. secondo Lino Aulenti, l’album degli Acomeandromeda dimostra una maturità e una creatività ormai rara nel panorama musicale italiano e, in particolare, pugliese. Vi ha ritrovato delle atmosfere incantate e rock paragonabili a quelle degli Spirit, oltre ad una sicura adesione alla lingua italiana. Degna di nota, inoltre, la resa della frammentazione dell’io, caratteristica dell’epoca di cui, nostro malgrado, siamo figli. A sorpresa, a questo punto, un’esibizione in acustico di Regina del mio io, e dopo gli Acomeandromeda si sono presentati: Andrea Manghisi (chitarre), Vito Indolfo (voce e flauto traverso), Willy Elefante (voce e tastiere, synth, piano) Matteo Tanzi (basso elettrico) e Michele Manghisi (batteria).
A parlare è Vito Indolfo che, per dare un’idea completa e immediata del gruppo, lo definisce “un cuore che batte diviso in cinque”. Acomeandromeda, nome scelto da Matteo, nasce nel 2008, da un’idea di Willy. Si è trattato di un lavoro lungo e impegnativo, che ha visto la collaborazione della Piccola Bottega Popolare di Alberobello e di Promorama, oltre che il contributo di Puglia Sounds, programma di promozione di nuovi prodotti discografici. Al di là degli aspetti prettamente commerciali che – è bene riconoscerlo – sono fondamentali per la nascita e la crescita di un gruppo emergente, il disco parla per sé e di sé a cominciare dal titolo. Occhio comanda colori, infatti, stando alle parole di Vito, sta ad indicare che si tratta di un album visivo, all’interno del quale ogni parola, ogni pezzo è un’immagine messa per iscritto. Significative, e per i lettori e per coloro che vorranno acquistare il cd degli Acomeandromeda, in uscita il prossimo 1 febbraio, le parole tratte da Tupatuttuttutu – Boo, uno dei pezzi contenuti nell’album:“noi saremo come noi e forse un po’ di più, noi saremo come puoi e forse non lo sai ma questa è una virtù”. Dopo la toccante esibizione de Il pastrano nero, fra emozione e applausi, salutiamo gli Acomeandromeda e, nel domandare un autografo, auguriamo loro una carriera in salita, all’insegna dell’umiltà e della qualità musicale.ALBA QUARATO