Almanacco Amore Spazio Macchine

L’esperimento italiano dei monopolitanissimi Vegetable G

Un’essenza perfetta. Cercare il giusto equilibro tra musica, parole, mondo e amore. Con queste premesse si presenta il nuovo lavoro dei Vegetable G, il primo in italiano dopo 5 in inglese.

La storia dei Vegetali inizia nel 2002, con il duo formato da Giorgio Spada e Luciano Lucio D’Arienzo, il primo pianista mancato e voce del gruppo, il secondo chitarrista “fatto da sè” con la passione per la musica. I loro primi successi sono elettronici: A Perfect Spring nel 2003 ed Epic Mono nel 2005 per l'etichetta discografica Minus Habens. Le fluttuanti idee del duo sono inarrestabili, tanto da decidere di cambiare genere e dedicarsi al genere pop-rock, grazie anche alla partecipazione del batterista Maurizio Indolfi nel 2006 e del bassista Michele Stama nel 2010. Escono, autoprodotti da Olivia Records di Spada e D’Arienzo, Genealogy nel 2007 e Calvino nel 2009.

L’avventura dell’Ep digitale in italiano nasce, racconta Lucio, nel 2009 «quando, un giorno, Giorgio mi fece sentire la “prima volta” de L’almanacco terrestre. La mia reazione fu di stupefacente ammirazione per la semplicità con cui quella musica e quelle parole erano state create. Giorgio con naturalezza si è messo di fronte allo specchio ed ha trovato la giusta chiave italiana per esprimere le nostre idee. Credo che la semplicità della musica va ricercata nell’immediatezza della prima espressione». Il connubio perfetto, secondo Giorgio, avviene quando nell’ascolto si crea un’estasi metafisica tra musica e parole.

L’almanacco terrestre si propone di raccontare in dieci tracce l’origine del mondo, l’amore che lo sorregge e la natura che domina sovrana. Un ritorno ai miti e alle leggende dei greci, ai cartoni animati dell’infanzia, alle suggestioni della lettura più matura delle Cosmicomiche di Calvino, che dirigono l’uomo verso un punto d’osservazione privilegiato. Il mito spacca le ere, ci sono meccanismi uguali che si ripetono ciclicamente e che sono vitali, ecco spiegato il significato di quella strana macchina in copertina. Il video del singolo L’almanacco terrestre – visibile per il momento su wired.it e sul canale youtube – prende spunto dal mito di Deucalione e Pirra, che in una delle due versioni lanciavano sassi che diventavano uomini. Non è spiegato ma gli anagrammi umani svelano il mistero. È girato non a caso alle ex cave di bauxite a Otranto da Gianni Troilo, un luogo ameno che con i colori di marte e l’erbetta incolta comunica che “questo universo è pieno di reazioni e pezzi di magneti da scansare”.

«Il disco – spiega Giorgio - è stato plasmato da una serie di suggestioni e, come tale, a primo impatto sembra non avere una coerenza interna. Ogni singola frase o traccia proprio per questo suo essere finita in se stessa può essere interpretata come interna o distaccata da tutto il contesto musicale. Volevamo mettere l’umanismo al centro, cioè l’uomo che si pone nel bel mezzo della natura e la osserva. E con questo semplice gesto di guardare con gli occhi fisici e dell’anima l’uomo dà la sua spiegazione alle cose più profonde». In ogni canzone ci sono macchinari, oblò, sfere, diametri ma si sente forte e preponderante la presenza di Amore. «La musica indipendente – dicono Giorgio e Lucio - non deve per forza parlare di denuncia civile, della società che non va bene. Ci siamo stancati», si possono anche fare le rivoluzioni interiori con il sentimento più antico e bello al mondo, che ha smosso persino gli dei. I vegetali hanno voluto cantare le gesta di un furbetto dio alato, figlio di Venere che si diverte a giocare con le sorti di tutti, anche oggi. Come arcano è l’amore, così appare L’aritmetica che non capisco, il primo brano dell’Ep. Un viaggio nello spazio invece è quello che il protagonista di Galaxy express – titolo di un episodio di un cartone manga - fa con il treno a vapore che prende direzioni poco convenzionali volando tra binari immaginari alla ricerca di qualcosa che lo faccia diventare una macchina. Dopo aver viaggiato decide di voler rimanere uomo, avere organi e provare tutte le passioni possibili. Una rinascita non solo per l’utilizzo della lingua italiana ma anche per aver scoperto che “orbite e cellule sono la stessa cosa” e che “l’orologio è l’invenzione che non posso (no n.d.r.) più spiegareè un meccanismo che non posso più fermare”.

Le musiche sono completamente coerenti con quello che è raccontato. Prima la musica o le parole? Risponde G. «Questo disco è stato creato con un’armonia perfetta. Tutto nel disco è perfettamente calcolato e calcolabile». La forza della musica è proprio questo, creare la poesia tra suoni e parole.

FRANCESCA CIACCIA

Written on Sabato 26 Novembre 2011 14:21