“Abbiamo aspettato un po’, ma ne è valsa la pena”. Questo il commento, pieno di entusiasmo e di stupore, della maggior parte dei fedeli presenti sabato scorso alla celebrazione di riapertura al culto della Cattedrale di Conversano. La chiesa madre di Santa Maria Assunta, eretta Basilica Minore nel 1997, durante il pontificato di Giovanni Paolo II, era in restauro dal 2007. Cinque lunghi anni che hanno avuto l’effetto di prolungare le aspettative di fedeli e turisti; il ritorno alla fruibilità dell’edificio religioso ha restituito agli occhi dei passanti, tra le altre cose, la facciata con un colore bianco che, al battere del sole, risulta quasi accecante.
L’idea di una riqualificazione esteriore ma anche funzionale della Cattedrale conversanese è originata nei primi anni Duemila: i finanziamenti ottenuti dagli enti sovracomunali e sovranazionali interessati della questione (nello specifico Regione Puglia ed Unione Europea, i quali hanno previsto
uno stanziamento complessivo di quasi 1,5 milioni di euro) hanno consentito l’avvio dei lavori nel 2007. La fattiva opera di controllo della Soprintendenza per i Beni architettonici, ha permesso alcune indagini strumentali svoltesi successivamente. Il termine previsto per l’intervento era il 3 aprile 2009, slittato per predisporre una fruizione anche interna della Basilica, al di sotto della quale è stata inoltre confermata la presenza di resti architettonici risalenti al periodo paleocristiano.
Il ritorno alla normale “vita religiosa” della Cattedrale, per un segno del destino o solo per un caso, è avvenuto nello stesso giorno in cui il vescovo della diocesi di Conversano – Monopoli, mons. Domenico Padovano, celebrava le sue nozze d’argento con la comunità locale. Venticinque anni dall’11 febbraio 1987, data in cui veniva nominato da Papa Wojtyla alla guida della appena unificata diocesi. Un cammino difficile, non privo di difficoltà, ma svolto in totale simbiosi con tutto il territorio episcopale, come dimostrato dal nuovo bagno di folla che lo ha atteso, in un freddo febbraio pugliese, per continuare un percorso iniziato poco più di un quarto di secolo fa.
V.R.