CISTERNINO / Don Ciotti: “La spina dorsale della democrazia è la responsabilità”.

Il grido coraggioso di Don Ciotti nella Giornata dedicata a don Francesco Convertini.

Io non ringrazio nessuno di voi perchè avete fatto semplicemente il vostro dovere ad essere qui! Ciascuno di noi ha fatto il suo dovere. Non dobbiamo perciò ringraziarci”. Così ha esordito Don Luigi Ciotti nel Pala-Convertini di Cisternino, con tono fermo e severo, rivolgendosi (neanche tanto velatamente) alle prime file, dove avevano appena preso posto le autorità che poco prima avevano fatto il loro intervento, gratificandosi a vicenda, sulla manifestazione ed altre fantomatiche eroiche imprese. Tempo fa lo stesso don Ciotti aveva detto di aver abolito l’indignazione ed aver scelto il disgusto e se fossi riuscita ad intervistarlo gli avrei proprio chiesto il significato di questa sua frase. L’intervista non l’ho fatta, ma la risposta l’ho avuta indirettamente leggendo quel disgusto nella veemenza con cui si è, in un certo senso, dissociato dalla prassi usata dai politici per mettersi in mostra e riempirsi la bocca di nulla in ambiti a loro non pertinenti. Nessuno di loro ha parlato di mafia e di altre nefandezze di cui la casta è capace. E don Ciotti non gliele ha mandate a dire.

Questo è un periodo storico in cui ci vuole tanto coraggio, non quello da chiedere agli altri, ma da chiedere alle nostre coscienze”. Ha continuato, tuonando e producendo con la sua autorevolezza un silenzio sintomatico nella grande tenda dove fino a qualche minuto prima bambini vocianti ed adulti distratti partecipavano alla manifestazione. Per quaranta minuti circa ha accusato la mafia, la guerra, l’indifferenza, l’ingiustizia. “Senza giustizia, senza legalità, senza dignità, non c’è pace! Meno prudenza e più coraggio!” ha esortato ripetutamente. “Uscire da quella zona grigia di cui parlava Primo Levi, quella zona di confine tra legalità ed illegalità che è luogo mentale oltre che fisico: c’è troppa gente che ha scelto la legalità sostenibile, l’adattamento cioè della giustizia alle proprie convenienze, c’è troppa gente che si autoassolve in questo paese”.

Per quanto riguarda il resto della cronaca della 7a Marcia della Pace e della Solidarietà organizzata dai Comuni di Locorotondo e Cisternino in ricordo di don Francesco Convertini, posso dire che quest’anno si è vista sì privata della consueta passeggiata verso Marinelli, a causa della noiosa pioggia di questi giorni, ma di contro è stata impreziosita dalla presenza di don Ciotti, grande uomo di Dio, da anni in prima fila nella lotta contro la mafia, la droga, l’ingiustizia sociale, oratore travolgente, intenso e convincente. Le comunità di Locorotondo e Cisternino, con le varie associazioni di volontariato, si sono ritrovate ancora una volta tutti uniti nel nome del salesiano che spese la vita per i fratelli più sfortunati. Oggi 12 febbraio 2012 dal Pala-Convertini.

ANTONELLA GRASSI
Written on Domenica 12 Febbraio 2012 19:03