“Questo è un periodo storico in cui ci vuole tanto coraggio, non quello da chiedere agli altri, ma da chiedere alle nostre coscienze”. Ha continuato, tuonando e producendo con la sua autorevolezza un silenzio sintomatico nella grande tenda dove fino a qualche minuto prima bambini vocianti ed adulti distratti partecipavano alla manifestazione. Per quaranta minuti circa ha accusato la mafia, la guerra, l’indifferenza, l’ingiustizia. “Senza giustizia, senza legalità, senza dignità, non c’è pace! Meno prudenza e più coraggio!” ha esortato ripetutamente. “Uscire da quella zona grigia di cui parlava Primo Levi, quella zona di confine tra legalità ed illegalità che è luogo mentale oltre che fisico: c’è troppa gente che ha scelto la legalità sostenibile, l’adattamento cioè della giustizia alle proprie convenienze, c’è troppa gente che si autoassolve in questo paese”.
Per quanto riguarda il resto della cronaca della 7a Marcia della Pace e della Solidarietà organizzata dai Comuni di Locorotondo e Cisternino in ricordo di don Francesco Convertini, posso dire che quest’anno si è vista sì privata della consueta passeggiata verso Marinelli, a causa della noiosa pioggia di questi giorni, ma di contro è stata impreziosita dalla presenza di don Ciotti, grande uomo di Dio, da anni in prima fila nella lotta contro la mafia, la droga, l’ingiustizia sociale, oratore travolgente, intenso e convincente. Le comunità di Locorotondo e Cisternino, con le varie associazioni di volontariato, si sono ritrovate ancora una volta tutti uniti nel nome del salesiano che spese la vita per i fratelli più sfortunati. Oggi 12 febbraio 2012 dal Pala-Convertini.
ANTONELLA GRASSI